Enel alla scoperta della blockchain

Pubblicato venerdì, 10 febbraio 2017

Bloomberg l'ha inserita tra le dieci tecnologie ‘disruptive’ del 2017, in grado cioè di rivoluzionare l'industria, l'economia e la vita delle persone. È la blockchain, letteralmente un registro distribuito su una catena di blocchi, praticamente inespugnabile sul fronte della Cybersecurity e grazie al quale è possibile scambiare informazioni, titoli di proprietà e contratti tra le parti senza una “trusted third party”.

La blockchain è inizialmente nata per effettuare transazioni con criptovaluta bitcoin, ma come spesso accade in innovazione, ci si è resi conto che il suo vero potenziale è da ricercare in altre applicazioni legate soprattutto agli scambi peer to peer.

Opportunità o bolla di sapone? Oltre la criptovaluta

“L’evoluzione della Blockchain merita di essere tenuta sotto osservazione in quanto sia la tecnologia che l’ecosistema sono ancora in una fase early stage. Non sappiamo quindi se avrà un impatto disruptive anche sul nostro business as usual o se sarà una bolla di sapone”, spiega Luciano Tommasi, Responsabile Start Up Initiatives and Business Incubator di Enel. “Ci sono però una serie di segnali (l'interesse di grandi investitori e di numerose startup e i macro-trend tecnologici che puntano verso approcci distribuiti e virtualizzati) che ci hanno indotto a pensare che sia opportuno presidiare questa frontiera per essere pronti a trarne vantaggio e quindi non essere passivamente travolti”, ha aggiunto.

Già nell'aprile 2016 Enel ha dato vita a un gruppo di lavoro interno trasversale per indagare le possibili ricadute sul nostro business coinvolgendo, oltre alla funzione Innovazione, alcune eccellenze delle diverse business line, dal Global Trading alle Reti, dalla Thermal Generation alle Rinnovabili alle divisioni Mercato di Italia e Spagna. Un percorso che ci ha permesso di comprendere meglio i razionali di business e ci ha spinto a promuovere un confronto con le altre utilities dell’energia al fine di gettare le basi per definire possibili applicazioni comuni ed eventualmente uno standard tecnologico in ambito energetico.

Una guida per le utilities

La prima occasione di condivisione delle idee sul tema con le altre aziende europee si è presentato nel novembre scorso durante la European Utilities Week e si è poi concretizzato ai primi di febbraio con un evento promosso da Enel ad Amsterdam, dal titolo “Blockchain Utility Meeting: which use cases to move beyond the hype”. Un workshop articolato su due giorni e che ha riunito nella sede dell'incubatore olandese di startup Rockstart alcune delle maggiori utilities europee come EON, EDF, Innogy, CEZ, Fortum, Vattenfall, Iberdrola, EDP, ESB, Eandis, ACEA ed Alliander oltre al TSO britannico National Grid ed Eurelectric insieme a grandi player IT, focalizzati sullo sviluppo della blockchain, tra cui IBM e Microsoft e alcune startup.

Il principale vantaggio della blockchain è il fatto di essere un database distribuito che non ha bisogno di un’autorità garante della veridicità dei dati e delle transazioni (Distributed Ledger Technologies). Inoltre non ha l'onere di difendere le singole informazioni, perché queste sono distribuite su più nodi e ognuno ne è un punto di difesa. Per poter violare la catena, bisognerebbe corrompere almeno il 51% dei nodi: per farlo, nel caso ad esempio di bitcoin, sarebbe necessaria una capacità di calcolo superiore a quella che avrebbero oggi Google e Facebook messe insieme.

È in quest'ottica che la blockchain anche nella sua declinazione più comune (i sistemi di pagamento), potrebbe avere in futuro un impatto per Enel dato che ha oltre 60 milioni di clienti ed ogni giorno opera sul mercato delle commodity.

“Inoltre - conclude Tommasi - è possibile prevedere che in un mondo in cui le macchine si scambiano in autonomia informazioni ed in base a queste prendono decisioni, potrebbero emergere nuove architetture basate o ispirate a blockchain a supporto della gestione di infrastrutture complesse, come le reti di distribuzione”.

L'evento di Amsterdam è servito a portare sul piano della concretezza il grande clamore ('hype') su questa innovazione, per creare consapevolezza e capire insieme alle altre utilities come presidiare questa frontiera tecnologica, nella stessa logica della blockchain, non centralizzata ma sfruttando al massimo le competenze distribuite nell'ecosistema dell'energia.

Tre applicazioni per Enel

Per passare dal teorico al pratico, il team di Enel, ha definito le specifiche funzionali di tre possibili applicazioni (“use cases”), legati rispettivamente alle reti (finalizzato a verificare l'applicabilità di una architettura blockchain per gestione reti di media e bassa tensione), al trading (per creare una piattaforma che disintermedi lo scambio sul mercato delle commodities e dell'energia), e alle rinnovabili (per abilitare sistemi di pagamento sulle micro-grid). Enel sta ora lanciando delle sfide a una serie di startup, per individuare i migliori partners per effettuare lo sviluppo.