G7 Energia, focus sull'Africa green

Pubblicato lunedì, 10 aprile 2017

Il futuro energetico dell'Africa, dove oggi oltre 600 milioni di persone non hanno ancora accesso all'energia, si lega allo sviluppo di clean technology, di sistemi di distribuzione digitalizzati e innovativi e di quadri regolatori mirati. Questa la sintesi del convegno 'Africa 2030: Empowering the continent through innovation, green tech solutions and capacity building', che si svolto il 9 aprile a Roma, nel quadro degli eventi laterali del G7 Energia.

L'evento, promosso dal ministero dello Sviluppo economico italiano, è stato organizzato in collaborazione con Enel Foundation, RES4Africa e Africa-EU Energy Partnership (AEEP), per scattare una foto sul panorama energetico africano e facilitare il dialogo su idee, politiche e normative per accelerare l'accesso all'energia sicura, pulita e conveniente, creando opportunità di lavoro e favorendo la crescita sostenibile delle economie locali, sia in contesti rurali e sia urbani.

Un target che si può raggiungere solo integrando sviluppo energetico e sociale, ha spiegato Francesco Venturini, responsabile divisione Energie Rinnovabili di Enel, ad di Enel Green Power e membro del board di Fondazione Enel, che ha aperto i lavori del convegno.

L'Africa, ha ricordato Venturini, è un continente “dalle risorse incredibili e dalla popolazione meravigliosa, ma che presenta problemi giganteschi”. Questi, ha aggiunto, “nascono dal fatto che i paesi africani sono indietro dal punto di vista dello sviluppo economico. Il nostro obiettivo dunque, nel nostro piccolo, è quello di integrare sviluppo energetico e sviluppo sociale”. In questo contesto “le minigrid che utilizzano batterie e rinnovabili possono costituire una valida soluzione e svolgere un ruolo di catalizzatore dello sviluppo”. È così che l’Africa, ha concluso il manager, “sta diventando sempre di più un grande laboratorio di sperimentazione tecnologica che darà un contributo fondamentale al futuro di questo settore”.

La definizione di politiche e regole chiare per il settore energetico e dinamiche di innovazione bottom-up rappresentano, infatti, il miglior acceleratore e catalizzatore per gli investimenti.

L'urgenza di un intervento a sostegno dello sviluppo energetico dell'Africa è stato ribadito anche dal ministro italiano dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che ha sottolineato l'opportunità per il continente offerte da innovazione e rinnovabili: “Le nuove tecnologie rappresentano un fattore essenziale anche per favorire gli investimenti pubblici e privati”, ha spiegato il ministro che ha sottolineato la necessità per i governi del G7 di guardare all'Africa “non solo per ragioni etiche ma anche perché rappresenta un'opportunità per lo sviluppo economico e sociale”. L’Africa, ha poi aggiunto, “non può recuperare il suo ritardo senza l'energia, senza le infrastrutture energetiche” ma per questo “serve anche una buona governance politica ed economica e si deve puntare sul capitale umano”.

Il ruolo dello sviluppo tecnologico per la transizione energetica in Africa, è stato approfondito nel corso del panel su 'Innovative solutions for a secure and sustainable energy access'. Francesco Catucci, responsabile Minigrid di Enel Green Power, ha delineato l'approccio di sviluppo intrapreso dal nostro Gruppo in Africa per realizzare un miglioramento misurabile dell'accesso all'energia in Africa, a partire da una pianificazione trasparente degli interventi, da condividere e definire con tutti gli stakholder coinvolti per far sì che tutti remino nella stessa direzione e con lo stesso ritmo.

Collegate al side-event del G7 Energia, il Museo Maxxi di Roma ospiterà tre iniziative che coniugano arte, innovazione ed energia, aperte al pubblico dall’11 al 15 aprile. La prima è la mostra fotografica dedicata a passato e futuro di Kenya, Etiopia e Uganda, del fotoreporter Riccardo Venturi e di Lorenzo Colantoni, giornalista e videomaker, a cura di Ilaria Prili e realizzata dall’associazione Akronos. La seconda darà l'opportunità ai visitatori di vedere alcuni show-cases di soluzioni energetiche innovative, tra cui una reale mini-grid: un sistema di generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili destinato ad alimentare realtà isolate o non collegate alla rete elettrica, come ad esempio piccole isole, aree rurali e zone di emergenza.

Fino al 15 aprile, infine, sarà possibile seguire il workshop pratico della ong Liter of light, che si propone di diffondere nel mondo un sistema di illuminazione eco-sostenibile, formando le popolazioni nelle zone rurali e sviluppando un’economia circolare intorno all’energia rinnovabile.