Lo strappo Usa, ma il futuro è green

Pubblicato mercoledì, 7 giugno 2017

Lo strappo degli Stati Uniti non fermerà un processo ormai irreversibile: il futuro è green. All’evento organizzato da Enel e Kyoto Club per la Giornata mondiale dell’ambiente è difficile lasciare fuori la rovente attualità politica di questi giorni: la scelta del presidente Trump di uscire dall’accordo di Parigi sul clima.

Si parla di decarbonizzazione ed economia circolare, temi molto cari a Enel, come spiega in apertura Carlo Tamburi, direttore Country Italia di Enel, il quale ricorda che il nostro Gruppo “da qualche anno è in prima linea per l’impegno nella sostenibilità” e che “ha adottato 4 dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) dell’Agenda 2030 dell’Onu”.

Quegli stessi obiettivi che fanno da stella polare al primo Festival dello Sviluppo sostenibile, oltre 200 appuntamenti sparsi un po’ in tutta Italia per 17 giorni, tanti quanti sono i SDGs dell’Onu. L’organizzazione è di Asvis, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, che riunisce 160 tra le più importanti istituzioni, reti della società civile e aziende. Enel compresa, naturalmente, protagonista di molti eventi come il convegno del 5 giugno.

Enel è diventata un punto di riferimento per le nostre imprese” spiega Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, “oggi grazie all’abbassamento dei costi di tecnologia gli incentivi non servono più, il fotovoltaico sarà la tecnologia regina nella transizione energetica”. La scelta di Trump? “È un boomerang, perché anche le imprese Usa sono favorevoli all’accordo di Parigi, il processo è irreversibile, addirittura la California ha deciso di anticipare i tempi fissando al 2045 il passaggio completo alle rinnovabili”.  

Il  modello Enel è citato anche da Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, e da Andrea Bianchi, direttore Politiche industriali Confindustria, il quale ricorda che “fino a 20 anni fa le imprese erano parte del problema, oggi sono la soluzione”, come dimostra il documento a favore di decarbonizzazione ed economia circolare firmato al B7 di aprile, poi sconfessato dal G7 di maggio.

Spetta a Enrico Viale, direttore Global Thermal Generation di Enel, spiegare il modello di economia circolare di Enel. “La tecnologia ci ha permesso di produrre in maniera sempre più sostenibile. Con il progetto Futur-e diamo nuova vita a 23 centrali che hanno fatto la crescita industriale italiana: un progetto di economia circolare realizzato insieme a comunità e altri partner per creare valore condiviso”.

“L’economia circolare non è solo economia dei rifiuti: chiede un ripensamento all’origine della produzione e del manufatto” conclude Raffaele Tiscar, capo di gabinetto del Ministero dell’Ambiente. Il quale conferma: entro luglio il Consiglio dei ministri approverà la Strategia nazionale sullo sviluppo sostenibile. Un documento molto atteso, in particolare da tutti quei mondi che in queste settimane hanno animato il primo Festival dello sviluppo sostenibile in tutta Italia. Enel in testa.