Le città invivibili: da Calvino alla sostenibilità

Pubblicato sabato, 15 luglio 2017

Nell’edificio delle Nazioni Unite, alcune di esse sono sembrate effettivamente unite, e concordi, su un punto: “La sostenibilità non è filantropia. È responsabilità, è anche business, ma soprattutto è la nostra stessa sopravvivenza”.

È un punto forte e chiaro, espresso venerdì dalla presidente di Enel Patrizia Grieco a conclusione della mattinata sul tema “Sustainable Energy for a better World”, un incontro voluto dall’Enel per condividere storie emblematiche su cosa si sta facendo e cosa ancora resta da fare per realizzare il sogno di un pianeta più verde attraverso la transizione verso le fonti di energia rinnovabile e, per l’appunto, sostenibile.

Tre ore intense, senza pause, in cui i rappresentanti di parecchie nazioni, riuniti in una sala all’interno del Palazzo di Vetro a New York, si sono dichiarati concordi sul fatto che la strada che persegue la sostenibilità globale sia tracciata e che percorrerla non sia più un’opzione, ma un obbligo.

Fra questi, il CEO di Enel Francesco Starace, la presidente di Enel Patrizia Grieco, il capo della nuova divisione Global e-Solutions Francesco Venturini, il CEO di Formula E Alejandro Agag, il ministro dell’Energia del Cile (paese che punta a produrre il 70% dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2050) Andrés Rebolledo, l’inviata speciale del segretario delle Nazioni Unite per l’energia sostenibile e CEO del Sustainable Energy for All Rachel Kyte (SEforAll) oltre ai rappresentanti permanenti UN di Italia e Cile. Tutti protagonisti, nelle parole di Lise Kingo, CEO di UN Global Compact, della “prima generazione in grado di sradicare la povertà, e dell’ultima che può fermare il cambiamento climatico”.

Secondo le Nazioni Unite, la strada della sostenibilità passa per 17 punti (SDG), una sorta di via crucis al contrario (ma non per questo meno ardua) che, al termine, non porta alla morte bensì alla rinascita: del pianeta – un pianeta nuovo, pulito, rispettoso dell’ambiente e vivibile per tutti – e, in un certo senso, della razza umana.

Di quei 17 punti, l’Enel ha assunto specifici impegni in riferimento a quattro di questi, per “costruire attorno alla parola sostenibilità un vero e proprio sistema”, come ha detto Starace. “La nostra azienda vuole contribuire a dare accesso all’energia al miliardo di persone che ancora non ce l’hanno. Il nostro obiettivo” ha proseguito “è di portarla a tre milioni di persone entro il 2020, e siamo già a quota 1,2 milioni. Vogliamo inoltre raggiungere la completa decarbonizzazione dell’azienda entro il 2050, e anche questo è un obiettivo che potremmo raggiungere in anticipo. Infine vogliamo portare l’educazione là dove non c’è, perché senza di essa è impossibile lo sviluppo della società, e creare le condizioni per l’accesso a posti di lavoro sostenibili.”

Un piano che spinge Rachel Kyte a definire l’Enel come “lo straordinario esempio di una gigantesca utility dell’energia che si sta reinventando, un esempio come ce ne vorrebbero molti altri”.

Un altro problema chiave da affrontare con urgenza è l’urbanizzazione planetaria, in rapidissima espansione: si stima che in un futuro molto vicino, un abitante della Terra su tre vivrà in una città. “Già oggi” ha ricordato Lise Kingo, “un miliardo di esseri umani vivono in una baraccopoli urbana. Le città sono spesso bacini di sofferenza e di problematiche portate all’eccesso, e ciò non potrà che peggiorare. È dunque di capitale importanza trasformarle, rendendole accoglienti, resilienti e sostenibili.” Su questo è intervenuto anche un altro ospite, il sindaco di Firenze Dario Nardella, convinto dell’importanza della cooperazione tra settore pubblico e privato per la promozione di una mobilità urbana sempre più sostenibile.

All'appello di Kingo Starace ha risposto con l'assicurazione che Enel è già in grado di mettere in atto parecchie soluzioni che in potenziale possono migliorare radicalmente la qualità della vita in una metropoli. “Scrive Italo Calvino ne «Le città invisibili», ha detto il CEO di Enel, “che di una città non godi le 7 o le 77 meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. Oggi sono le città a porci domande difficili, ma ci sono moltissime risposte che possiamo dare.”