LA CONFERENZA DEI SERVIZI APPROVA LA CONVERSIONE A CARBONE PULITO DELLA CENTRALE DI TORRE VALDALIGA NORD

Published on mercoledì, 29 ottobre 2003

Decisivo passo in avanti nel progetto di riconversione del parco centrali Enel. Dalla diversificazione dei combustibili, una forte riduzione dell’impatto ambientale e dei costi di produzione dell’energia elettrica.

 

Roma, 29 ottobre 2003 - Enel prende atto con soddisfazione del parere favorevole dato dalla Conferenza dei servizi, riunitasi oggi a Roma, al progetto di riconversione della centrale di Torre Valdaliga Nord (Civitavecchia) da olio combustibile a carbone pulito.

 

Il progetto fa parte del piano di investimenti di Enel nel settore della produzione di energia che prevede, oltre alla trasformazione di Torre Valdaliga, la conversione di 4.400 MW a ciclo combinato (completata nel 2004) e la realizzazione di nuova capacità produttiva da fonti rinnovabili per 900 MW entro il 2006 L’obiettivo è quello di riequilibrare il mix dei combustibili impiegato dal parco centrali di Enel . In tal modo la società ridurrà i costi di produzione del 30-40%.

 

A Torrevaldaliga Nord è prevista la conversione a carbone di 3 delle 4 sezioni da 660 MW oggi alimentate ad olio combustibile, per una capacità totale di poco meno di 2.000 MW. È inoltre prevista l’installazione di desolforatori, denitrificatori, filtri per la captazione delle polveri, nuove caldaie.

Al posto dei serbatoi di olio combustibile sorgerà un bosco di 40 ettari che sarà uno dei polmoni verdi più grandi di Civitavecchia.

 

Metà dell’energia elettrica della Germania e della Danimarca è prodotta con il carbone

 

Il ricorso al carbone contribuisce a diversificare il mix dei combustibili attualmente utilizzato in Italia, dove si registra, unico paese al mondo, un forte sbilanciamento nei confronti del metano e dell’olio combustibile (circa il 70%). E garantisce inoltre una maggiore sicurezza nell’approvvigionamento di fonti energetiche primarie: il carbone infatti viene estratto in oltre 100 paesi del mondo, ha riserve stimate per 240 anni ed è trasportabile in modo ambientalmente sicuro via nave.

 

L’incremento dell’uso di questa fonte energetica consentirà una maggior efficienza e una riduzione del costo dell’energia che, oggi in Italia, è uno dei più alti d’Europa. Il carbone rappresenta a livello internazionale un'alternativa concreta e sicura per la produzione di energia: mentre in Italia viene usato per una quota modesta (11% contro un 34% medio dell’Europa), in paesi attenti all’ambiente come Danimarca o Germania viene impiegato per produrre metà dell’energia elettrica nazionale.

 

La riconversione riduce le emissioni fino all’80%

 

Dal punto di vista ambientale, l’utilizzo tecnologicamente avanzato del carbone, anche grazie all’adozione di filtri ad elevata efficienza (99,9%) per catturare i residui solidi della combustione, consente di raggiungere limiti di emissioni estremamente contenuti e molto al di sotto di quelli consentiti dalla legge. Rispetto ad oggi, la riduzione sarà per l’anidride solforosa dell’82,2%, per gli ossidi di azoto del 60,8%, per le polveri del 73,6%. Anche le emissioni di anidride carbonica, grazie al ridimensionamento dell’impianto, si ridurranno rispetto a oggi del 17,8%.

 

Dal punto di vista della logistica, il progetto prevede il massimo rispetto ambientale. Tutte le fasi del ciclo, dal trasporto allo scarico in banchina, fino allo stoccaggio nei carbonili e al successivo invio nelle caldaie, avverranno con nastri trasportatori e strutture chiusi ed isolati rispetto all’esterno, evitando la dispersione di polveri. I gessi e le ceneri, residui del ciclo produttivo, saranno inviati tramite nastri chiusi in appositi silos sigillati e di lì trasportati via mare e recuperati per l’utilizzo nell’industria edilizia. Inoltre, l'Agenzia delle Nazioni Unite per la Navigazione ha sancito l'esclusione del carbone dall'elenco delle sostanze rischiose e nocive per il trasporto via mare. Per la sua natura di minerale, il carbone non presenta caratteristiche di diluibilità in acqua in caso di accidentale scarico in mare.

 

I bassissimi livelli di ricadute al suolo, uniti all’adozione di tutte le più avanzate tecnologie di abbattimento delle emissioni, consentono di sostenere l’assoluta irrilevanza di rischi aggiuntivi per la salute derivanti dalla trasformazione a carbone. Le Aziende Sanitarie Locali, il Comune e la Provincia potranno consultare tempestivamente tutti i dati delle emissioni. Inoltre Enel promuoverà un osservatorio ambientale e sanitario di tipo epidemiologico permanente e indipendente, affinché verifichi nel tempo ogni possibile impatto sull’ambiente e la salute pubblica.

 

Opportunità di sviluppo economico

 

Il progetto proposto rappresenta un’opportunità per lo sviluppo economico e sociale dell’area. Prevede un investimento nell’ordine di 1,2 miliardi di euro e avrà un significativo impatto sull'occupazione locale. I 60 mesi di cantiere necessari alla realizzazione della centrale assorbiranno mediamente 1.600 persone. In prospettiva, inoltre, si prevede un aumento dell'attività portuale e dell'occupazione correlata.

Price Sensitive | ottobre, 29 2003

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