Scuola-lavoro, Enel modello europeo

Pubblicato giovedì 28 giugno 2018

“Questo progetto è uno dei modi per avviare al lavoro nuove leve. Ora amplieremo il programma diversificandolo, allargheremo la base numerica e lo estenderemo geograficamente ad altri Paesi di presenza del Gruppo. Non solo: forniremo in modo costruttivo un feedback al Ministero anche perché il mondo del lavoro sta cambiando rapidamente sotto la spinta della digitalizzazione ed è importante adeguarsi”

– Francesco Starace, CEO e General Manager di Enel

“Tutto è partito dal progetto con Enel” ha confermato Maria Assunta Palermo, Direttore generale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca scientifica, riferendosi al Protocollo d’intesa firmato da MIUR, Enel e Regioni interessate nel luglio 2014. “Altre due Regioni ora si sono aggiunte al programma, Piemonte ed Emilia-Romagna, e l’esperienza con Enel è stata replicata con piccole e medie imprese presenti in territori dove il tessuto produttivo è meno sviluppato”. 

A raccontare il modello Enel è stato, invece, Filippo Contino, Responsabile delle relazioni industriali di Enel. “Nel 2014 eravamo un po’ pionieri, perché non esisteva un quadro normativo. Nel nostro Dna la formazione è sempre stata al centro, siamo storicamente impegnati a trasmettere le competenze ai giovani per mantenerle nel tempo”.

Il nostro modello duale prevede un percorso formativo di 36 mesi, articolato in due fasi. La prima, di 23 mesi, è l’apprendistato di primo livello per il conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore: si svolge durante il quarto e il quinto anno dell’istituto tecnico a indirizzo “elettronico ed elettrotecnico”. La seconda fase, invece, è di 13 mesi e consiste nell’apprendistato di secondo livello per il conseguimento della qualificazione professionale di “elettricista di base”: in questa fase l’apprendista è presente a tempo pieno in azienda dove è prevista una formazione interna di 120 ore.

In sostanza, il modello Enel consente l’anticipazione dell’ingresso al lavoro già durante il percorso scolastico, l’acquisizione fin dalla scuola delle competenze soft” essenziali per il mondo del lavoro (team working, problem solving, ecc.) e l’apertura di un dialogo tra azienda e scuola nella “curvatura dei programmi” e nel contatto diretto con l’innovazione tecnologica.

“È stata una bella esperienza anche umana, - racconta Contino - i tutor che abbiamo formato si sono entusiasmati: lo scambio con giovani brillanti e innovativi che avevano l’età dei loro figli ha arricchito tutti”.

Non solo: i 138 apprendisti ammessi all’esame di Stato hanno tutti conseguito il diploma e ben 136 sono stati valutati idonei dall’Azienda a proseguire il rapporto di lavoro in Enel. Anche gli esiti degli esami di maturità hanno superato le aspettative: il 65% degli apprendisti ha avuto una valutazione superiore agli 80/100.

In un videomessaggio inviato ai partecipanti all’evento di Roma, la Commissaria Europea al lavoro e agli affari sociali, Marianne Thyssen, ha parlato dell’apprendistato come esperienza ”win win”, utile ai giovani per entrare nel mondo del lavoro e alle imprese per rimanere competitive. Dopo avere elogiato Enel per i suoi “eccellenti sistemi di apprendistato innovativo”, Thyssen ha dato appuntamento a novembre, a un evento a Vienna per festeggiare i 5 anni dell’Alleanza, dove saranno presentati nuovi servizi di supporto all’apprendistato “demand-driven”, più vicini alle esigenze delle aziende alle prese con la trasformazione digitale.

Secondo Pierangelo Albini, Responsabile dipartimento lavoro e affari sociali di Confindustria, il modello Enel rappresenta “un esempio di grandezza del saper fare, in un Paese che ha bisogno di restituire dignità al saper fare”.

Per João Santos, Deputy Head developments on apprenticeships della Commissione Europea, il nostro Gruppo “ha capito prima di altri” che i tempi  in cui si doveva aspettare che il sistema educativo si adeguasse è finito: oggi i cambiamenti sono veloci, vanno anticipati, i sistemi dei Ventotto sono molto diversi tra loro ed è molto difficile unificarli. Il prossimo passo della Ue sarà l’ampliamento del programma Erasmus al tirocinio professionale all’estero con Erasmus Pro, il raddoppio del finanziamento per portarlo a 30 miliardi di euro ed estenderlo a 2 milioni di ragazzi all’anno (oggi sono 650mila). L’apprendistato? Numeri alla mano funziona, secondo Santos: la disoccupazione giovanile in Europa è scesa dal 24 per cento del 2013 al 15 del 2018, ma con picchi ancora preoccupanti del 30 per cento in Grecia, Italia e Spagna.

“Gli apprendisti di Enel purtroppo rappresentano la minoranza di una minoranza - è la considerazione amara di Antonio Ranieri, ricercatore Cedefop - perché un vero e proprio sistema di apprendistato in Italia ancora non c’è, è frammentato e incompleto, ma Enel ha indicato una strada”, mentre per Lisa Rustico, ricercatrice dello European Centre for the Development of Vocational Training, “l’apprendistato scolastico era stato introdotto nel 2003 ma non era praticamente mai stato applicato prima di Enel”.

Apprendistato Enel: what next?

“What next?” è stata la domanda lanciata da Francesca Di Carlo, responsabile Risorse umane e Organizzazione del nostro Gruppo. “Ci siamo chiesti cosa fare per far evolvere il programma di apprendistato verso le nuove competenze digitali e l’economia del dato: oggi chi sa leggere un dato è in grado anche di prendere decisioni e la differenza tra sapere e fare è sempre minore”. 

“Abbiamo chiesto aiuto al Politecnico di Torino e avviato un programma sperimentale che va oltre l’apprendistato tradizionale con 40 ragazzi di due scuole del Nord Italia, per provare a riempire il gap tra scuola e università”

– Francesca Di Carlo, Responsabile Risorse umane e Organizzazione di Enel

La conferenza di Roma è stata anche l’occasione per mettere a confronto il modello Enel con quello di altre aziende, alcune delle quali sono entrate formalmente nell’EAfA proprio il 21 giugno, con tanto di cerimonia con firma. Come il Gruppo assicurativo Allianz, a conferma che l’apprendistato riguarda anche il mondo dei servizi. Le altre new entry sono state quelle di Ankara Chambers of Industry, Czech Chamber of Commerce, Connect Trade Union, University of Strathclyde, FORMA.zione, Scuola Centrale Formazione, Uniser Social Cooperative, Electricity Supply Board Networks e UGT Spain.

Giacomo Piantoni (Nestlè), ha parlato dell’importanza di coinvolgere altre aziende per unire le forze e condividere le best pratice, mentre Filippo Di Gregorio (Dallara) ha raccontato la nascita del corso universitario interateneo in Emilia-Romagna per formare gli ingegneri dei motori del futuro.

“Enel può essere un ottimo testimonial per la diffusione dei progetti di apprendistato in Italia e per aiutare il Ministero a creare percorsi formativi più vicini alle aziende di domani” è la conclusione di Carlo Tamburi, Direttore Italia di Enel.

“L’apprendistato non rappresenta solo un modo per aiutare i giovani a entrare nel mondo del lavoro, ma anche per prepararsi alla vita: non si studia solo per trovare un’occupazione ma anche per arricchirsi e migliorarsi”

– Carlo Tamburi, Direttore Italia di Enel