Realtà virtuale o aumentata? Meglio esperienziale

Pubblicato giovedì 8 novembre 2018

“Attraverso gli Innovation Community MeetUp comprendiamo meglio le trasformazioni prodotte dalla tecnologia e allarghiamo la nostra prospettiva sul futuro. Abbiamo l’opportunità di spiegare anche ai nostri competitor che cosa Enel fa e in che modo possiamo collaborare”

– Ernesto Ciorra, responsabile Innovability di Enel

La rivoluzione digitale passa per la realtà esperienziale

Per Lorenzo Montagna, CEO della società di consulenza SecondstARVR, occuparsi di realtà esperienziale è un’esigenza ormai dettata dal mercato. Negli Stati Uniti circola infatti un’espressione che lascia pochi dubbi: “Go XR or Go Home”, o integriamo la realtà esperienziale nel nostro mondo, o saremo costretti a lasciare il campo ad altri. Il digitale, nella sua costante trasformazione, non è più sinonimo di Internet o di social network, ma è diventato un fenomeno più complesso che coinvolge l’intera dimensione percettiva dell’uomo. Nella realtà esperienziale convergono hardware, linguaggio, contenuti, ma anche marketing e web, fondendosi in un’esperienza nella quale i confini fra intrattenimento, coinvolgimento e informazione si dissolvono. L’esempio più emblematico è offerto dai video 3D che, attraverso speciali dispositivi ottici – come ad esempio gli Oculus utilizzati per una demo durante l’evento - permettono di vivere lo stesso momento da prospettive completamente diverse, ma in intervalli di tempo infinitesimali. L’uomo del XXI secolo è diventato ubiquo, liquido.

“Siamo a un punto di svolta decisivo nell’evoluzione tecnologica: oggi il prodotto sparisce e diventa esperienza. Un esito generato dall’azione combinata di 4 fattori: Augmented Reality, Virtual Reality, Artificial Intelligence e Blockchain. Le aziende che non se ne occupano corrono oggi forti rischi di scomparire dal mercato”

– Lorenzo Montagna, CEO SecondstARVR

Benché realtà aumentata e realtà virtuale continuino a essere considerate pertinenza del settore dell’intrattenimento, il loro impiego sta compiendo passi da gigante nel campo del prototyping, della manifattura, della comunicazione e del training. Matteo Valoriani, a capo del team di sviluppatori Fifth Ingenium, parla di “Era della Realtà Mista”. Strumenti come il 3D Model Viewer, che permette di esplorare un’immagine sul proprio device come se fosse possibile ruotare attorno ad essa a 360 gradi, oppure il metodo Re-layout, grazie al quale gli interventi di manutenzione su un oggetto sono guidati evidenziando le immagini delle sue componenti, rappresentano risorse in grado di velocizzare notevolmente i processi industriali, così come di abbassare la soglia umana di errore e abbattere anche i costi di produzione o manutenzione.

Non tutto è perfetto, però: i modelli applicativi cambiano più rapidamente dei supporti, i contenuti da installare devono rinnovarsi di continuo, le tecnologie di riconoscimento visivo non sono precise su scarti millimetrici. La rapidità delle trasformazioni lascia immaginare che, in un futuro prossimo, saremo addirittura in grado di sostituire l’uomo in operazioni di assistenza remota, utilizzando semplicemente una sua proiezione tridimensionale. Progressi notevoli, in questo senso, si registrano anche nel settore del virtual training medico e sanitario, dove la disponibilità di dati aggiuntivi durante le operazioni velocizza sempre più l’apprendimento, consolidando l’esperienza individuale e offrendo un modello all’industria.     

Il potere dell’algoritmo per sfruttare VR e AR

Nell’Augmented Reality, così come nelle Virtual Reality, cambia la direzione di fruizione, ma il principio di base resta lo stesso: come ha spiegato Mauro Rubin, CEO di Joinpad, è sempre un algoritmo che permette di rendere disponibili dati da qualsiasi luogo provengano o trasportare la persona che usa il device lontano dal punto in cui si trova fisicamente. Nonostante la diversa consistenza di investimenti nei due settori (dei 108 miliardi di dollari previsti nel 2022, ben 83 saranno per l’AR mentre 25 per la VR), le smart factory del futuro si troveranno necessariamente a operare in entrambi, perché l’evoluzione tecnologica sta aprendo alla realtà virtuale campi d’applicazione sinora neppure immaginati.

“La vera sfida è trovare il modo di utilizzare al meglio l’enorme quantità di dati che oggi siamo in grado di produrre e mettere a disposizione. Gli algoritmi classificatori, potenziati dal Machine Learning e dall’Artificial Intelligence, dovranno essere in grado di comprendere anche le variabili emotive presenti nel contesto di lavoro ”

– Mauro Rubin, CEO Joinpad

Uno degli impieghi più suggestivi è stato presentato da Guido Geminiani, fondatore e direttore di Impersive: l’impiego di device ottici, che trasmettono la sensazione di interagire in parco giochi, ha contribuito negli ospedali all’affermazione della cosiddetta “medicina emozionale”, aiutando i pazienti più piccoli a superare la depressione o il rigetto del ricovero. La Virtual Reality diventa un nuovo modo di fare storytelling e può trovare applicazione in ogni settore: sanità, turismo, cultura, sport, industria. In Enel gli usi principali coinvolgono oggi le operazioni di electronic meter detection, di assistenza remota, così come di impiego di mappe in realtà aumentata, ma nel tempo le nuove tecnologie arriveranno a eliminare il ricorso a qualsiasi manuale di istruzione e, simbolicamente, a liberare mani e menti dei lavoratori per potenzialità non ancora esplorate. Come emerso anche dai precedenti MeetUp, scegliere la giusta tecnologia, attraverso un graduale percorso di sperimentazione, è il passo più complesso: gli investimenti per arrivare alla definizione di un prodotto innovativo sono ancora molto consistenti su scala industriale e, proprio per la rapidità di trasformazione del mercato, il rischio di fallimento resta alto. Il perfezionamento del Natural Language Processing e il Machine Learning rendono sempre più rapide le interazioni cognitive tra uomo e macchina, accelerando i processi industriali. Grazie agli Innovation Community MeetUp di Enel, il futuro è già presente.