Blockchain, la rivoluzione permanente

Blockchain, la rivoluzione permanente

Cos’è e come funziona la tecnologia che potrebbe cambiare l’industria dell’energia. Se ne è parlato a Santiago del Cile nel nuovo appuntamento con #EnelFocusOn. Ospite l’esperto Joel Comm

“Il futuro è spazio”, scrisse il grande poeta cileno Pablo Neruda. “È spazio color della terra/color di nubi/color di acqua e di aria/spazio nero per tanti sogni.” E raramente il futuro ci ha dato tanto spazio per sognare e immaginare come potrà cambiare il nostro mondo quanto ne offre la blockchain. Un nome che a molti non dice ancora nulla, ma che a breve riempirà le nostre vite e che, proprio per questo, è stato il tema del nuovo incontro di #EnelFocusOn, la nostra serie di incontri itineranti dedicati al futuro e alle nuove tecnologie, giunto al sesto appuntamento dopo quelli di Roma, Londra, San Francisco, New York e Madrid.

Questa è stata la volta di Santiago del Cile, dove l’#EnelFocusOn si è svolto nel centro culturale della Moneda, nel complesso del palazzo presidenziale. Al centro del dibattito, introdotto dal Direttore della Comunicazione di Enel Ryan O’Keeffe, le possibili applicazioni della blockchain nel settore energetico. A condurlo e a rispondere alle domande degli influencer venuti da Europa e America del Sud Joel Comm, autore di bestseller come Twitter Power 3.0, esperto di marketing, evangelista del web e, soprattutto, futurologo che azzecca le previsioni, al punto da aver lanciato il suo primo sito Internet nel 1995, quando Google doveva ancora essere inventata, e non lo sarebbe stata per altri tre anni.

 

Una tecnologia dirompente

Cos’è e come funziona la blockchain? È una tecnologia che “risiede da qualche parte nel cloud”, ha spiegato Comm, e che permette di registrare e conservare un registro infinito di transazioni, dette per l’appunto blocchi, la cui autenticità è validata da un certo numero di computer terzi tramite l’invio in contemporanea e in modo indipendente della soluzione corretta a calcoli complessi. Il registro è pubblico, immutabile, perfettamente trasparente e impossibile da manipolare, tanto da essere stato individuato dall’organismo che sovrintende al mercato londinese dell’oro come la soluzione ideale per garantire la tracciabilità dei lingotti e contrastare il riciclaggio.

Le implicazioni sono potenzialmente infinite, ancora tutte da esplorare o da inventare, e per la maggior parte destinate a migliorare la nostra vita. Come? Saremo noi a deciderlo. “Se c’è una certezza nel mondo dell’evoluzione tecnologica” ha detto Comm, “è che tutto è destinato a cambiare. La rivoluzione è costantemente dietro l’angolo ed è un rischio per tutte le aziende. La blockchain non è che la faccia più nuova di questa rivoluzione permanente. Anzi, sono certo che diventerà la tecnologia più dirompente che abbiamo mai sperimentato nel corso delle nostre vite. Avrà un impatto su tutto: l’attività delle banche, ogni forma di pagamento e di transazione finanziaria, il modo in cui voteremo, l’educazione, la nostra storia di credito, le assicurazioni, gli archivi governativi, i contratti commerciali, la vendita al dettaglio, la salute. E naturalmente l’energia.”

 

Enel e il consorzio Enerchain

“Non a caso abbiamo deciso di sviluppare le competenze interne per creare un nostro gruppo d’innovazione sulla blockchain” ha detto Marco Gazzino, Head of Partnerships and Innovation Intelligence di Enel, che seguiva l’#EnelFocusOn in diretta streaming dall’Italia. “Per noi è un modo di esplorare questa tecnologia e anche di entrare in contatto con il know-how esterno all’azienda, con le startup, con gli innovatori, perché vogliamo avere un ruolo attivo nello sfruttamento di tutte le potenzialità che essa offre. Abbiamo anche dato vita a Enerchain, un consorzio che unisce utility e società di trading energetico, permettendo a tutti scambi sicuri e sostenibili. A ottobre dell’anno scorso, poi, Enel ha perfezionato la prima transazione di energia al di fuori del mercato tradizionale.”

Proprio pochi giorni fa anche Endesa, la controllata spagnola del nostro Gruppo, insieme con Gas Natural Fenosa, è diventata la prima azienda della Penisola Iberica ad acquistare e vendere energia (5.95 GWh di gas naturale) usando la tecnologia blockchain.

E ancora, il 30 gennaio, nel solco delle attività delle Open Innovation Community di Enel, all’Auditorium di via Mantova a Roma abbiamo ospitato un meetup sulla blockchain, al quale hanno partecipato esperti del settore, speaker di fama internazionale, ma anche rappresentanti di altre utility.

 

Lo spazio nero del futuro

A Santiago, Comm ha citato l’esempio di una piattaforma australiana basata sulla tecnologia blockchain che permette di scambiare energia rinnovabile fra produttori (sia privati che aziende) e consumatori, mettendo questi ultimi in condizione di acquistarla anche in anticipo rispetto ai bisogni, e di immagazzinarla in un vero e proprio accumulatore virtuale. Una sorta di “Amazon dell’energia”, come la definisce Comm, capace di abbattere in maniera drastica i costi di trasporto e di transazione e, di conseguenza, il costo complessivo dell’energia stessa.

“Nel settore energetico, come in tanti altri, ci sono due modi di porsi di fronte alla blockchain: accoglierla, farla propria e usarla per rendere tutto il sistema più efficiente, abbassare i prezzi e migliorare la qualità dei servizi alla clientela, oppure respingerla, ignorarla e continuare come se niente fosse. Ma c’è una cosa che di sicuro non puoi fare: spegnerla.” Questo il monito con cui Comm ha concluso il suo intervento di Santiago.

“Ormai la tecnologia c’è, esiste da qualche parte nel web, ed è qualcosa con cui prima o poi tutti dovremo confrontarci. Enel, saggiamente, ha scelto di riconoscerne l’importanza fin da subito, di abbracciarla e di studiarla a fondo per sfruttarla al meglio. Non sappiamo dove tutto questo ci porterà, ma sappiamo che è la strada giusta da percorrere.” La strada verso quell’ampio spazio nero che per Neruda rappresenta il futuro, e che aspetta solo di essere riempito dalla nostra immaginazione.

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