Pompaggio idroelettrico: conviene davvero

Pubblicato mercoledì, 8 gennaio 2014

Nell'industria energetica, costituiscono il 2,5% della capacità installata mondiale e il 99% della capacità totale degli impianti di stoccaggio: sono gli impianti idroelettrici a pompaggio la forma di stoccaggio dell'energia elettrica più competitiva e affidabile, in grado di garantire un utilizzo efficiente del surplus energetico e di restituire grandi quantità di energia.

La convenienza di questa tecnologia è stata confermata da una recente ricerca condotta dalla Stanford University, che prende il ritorno economico di diverse tecnologie di stoccaggio dell'energia. Tra queste, il pompaggio idroelettrico si è dimostrato uno dei più efficienti: nel corso della sua vita, infatti, un impianto è in grado di accumulare 210 volte tanta energia quanto è servito a costruirlo.

Enel è una delle utility europee con maggiori competenze nel pompaggio idroelettrico, con 28 impianti in funzione in Italia, Slovacchia e Spagna, per una potenza complessiva di 9.598 MW, di cui quattro grandi impianti in Italia di potenza unitaria superiore ai 1.000 MW.

Tecnicamente, una centrale a pompaggio utilizza l'elettricità prodotta in eccesso (di notte o nei momenti di minore domanda) per riempire un invaso idroelettrico, in grado di generare elettricità quando richiesto. Il rendimento medio è di circa il 70% o di poco superiore, cioè per ogni 10 kWh spesi per il pompaggio si ricavano 7 kWh nella fase di generazione.

Si tratta di impianti importanti per la gestione della rete elettrica, perché sono in grado di entrare in servizio in tempi rapidissimi per far fronte alle variazioni di carico sulla rete, sono molto affidabili e sono anche svincolati dall'idrologia, poiché lavorano in gran parte a ciclo chiuso.