Pronto, c'è energia? In Kenya l'elettricità arriva con i cellulari

Pubblicato mercoledì 3 agosto 2016

“Il 75% degli oltre 44milioni di abitanti del Kenya non ha accesso stabile all'elettricità eppure oltre il 70% di loro possiede un telefono cellulare.”

Centrali e reti elettriche non sono state sviluppate per coprire gli oltre 580mila chilometri quadrati della superficie del Paese. Nel corso del Novecento si è generato un enorme divario tra bisogno di elettricità e diffusione capillare di linee e impianti: regioni e città lontane dalla costa e dalla capitale Nairobi vivono di fatto al buio.

La rete della telefonia mobile keniota, invece, a partire dagli anni 2000 ha vissuto un vero e proprio boom raggiungendo ritmi di diffusione superiori anche a quelli di alcuni paesi industrializzati. È una infrastruttura meno costosa da realizzare in confronto a quella della telefonia fissa e più rapida da installare rispetto ai tralicci e ai piloni che trasportano l'elettricità.

La scorciatoia dell'innovazione

Portare la rete elettrica nella contea di Kisii, a più di 300 chilometri da Nairobi, significherebbe anni di lavoro e ingenti investimenti. Gli stessi che servirebbero per realizzare centrali capaci di rispondere alla fame di energia della regione.

Per battere il tempo abbiamo scelto una strada alternativa, una scorciatoia resa possibile dall'innovazione e dalla collaborazione con le comunità locali.

“Superiamo i limiti delle infrastrutture elettriche unendo la diffusione della rete di telefonia mobile, la sostenibilità delle rinnovabili e i vantaggi delle tecnologie smart.”

Il giorno dell'indipendenza (energetica)

Costruiamo nei villaggi di Kisii piccoli campi fotovoltaici, li integriamo con apparecchi per l'immagazzinamento dell'energia e colleghiamo il tutto alle case attraverso mini-reti elettriche indipendenti.

Con la formazione di personale locale rendiamo i villaggi totalmente autosufficienti ed evitiamo che debbano affidarsi a gruppi elettrogeni alimentati a diesel per produrre elettricità.

“Gli abitanti della contea di Kisii possono fare affidamento su un'alimentazione elettrica a 240V AC che illumina la casa, dà energia agli elettrodomestici e ricarica anche i cellulari.”

Le abitazioni, le piccole scuole e i dispensari medici della zona entrano in un nuovo mondo. Senza elettricità non sarebbe, ad esempio, possibile alimentare i frigoriferi per conservare medicinali e alimenti o studiare dopo il tramonto.

In tutto questo i cellulari a cosa servono? Sono l'ultimo tassello di un progetto che fa della contea di Kisii un vero e proprio modello di sviluppo sostenibile che può essere esportato in tutto il Paese.

I telefonini permettono alle persone di pagare tramite rete mobile l'energia che consumano. Ogni villaggio, con la sua micro-grid, si trasforma in una sorta di operatore elettrico indipendente, una mini-utility locale aperta alle persone che ne beneficiano e allo stesso tempo la costituiscono.