Sudafrica: l’energia che nasce dalla condivisione

Pubblicato lunedì 10 ottobre 2016

Lo chiamano il “paese dell’arcobaleno”, è l’unico Stato al mondo con tre capitali, undici lingue ufficiali e una bandiera disegnata vent’anni fa per rispecchiare una realtà variopinta e complessa che cerca la strada della convivenza.

Il Sudafrica è un laboratorio a cielo aperto da tanti punti di vista: sociale, economico e civile. Enel è arrivata nel Paese da poco più di tre anni per collaborare a questo cantiere: insieme alle rinnovabili portiamo anche l’energia della condivisione per uno sviluppo sostenibile.

Il 10 ottobre a Nojoli, nella provincia meridionale di Eastern Cape, abbiamo offerto un nuovo esempio di questo impegno. Dove sorge il primo dei nostri campi eolici sudafricani abbiamo avviato, insieme alla popolazione locale, progetti educativi, di digitalizzazione e di sostegno all’occupazione che documentano il nostro modo di lavorare e di contribuire allo sviluppo integrale del Paese.

 

Costruire insieme il bene comune

In Sudafrica Enel Green Power ha in esercizio tre impianti fotovoltaici per oltre 158 MW di capacità installata, il parco eolico di Nojoli e circa 1 GW di progetti in esecuzione di cui 276 MW già in costruzione con i cantieri di Adams, Pulida e Gibson Bay.

Buona parte dell’energia pulita che serve al Paese per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili è “made in Enel”. Ma insieme alle tecnologie rinnovabili abbiamo portato in Sudafrica anche il nostro modello di Creazione di Valore Condiviso.

“Le Nazioni Unite hanno invitato le aziende a collaborare al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Enel ha risposto all’appello”

In Sudafrica, nei luoghi dove sono in esercizio nostri impianti rinnovabili, abbiamo dato vita a progetti per garantire l’accesso all’energia e alle tecnologie digitali, sostenere l’occupazione e combattere i rischi di esclusione sociale.

 

Vincere il digital divide per sostenere l’occupazione

Oggi gli abitanti delle cittadine di Bedford and Cookhouse, che sorgono nei pressi del parco eolico di Nojoli, hanno ora a loro disposizione due centri per l’accesso alla rete internet e la formazione alle nuove tecnologie digitali.

“Gli HUB tecnologici di Nojoli, inaugurati il 10 ottobre, sono nati dal dialogo con i comitati che raccolgono i rappresentanti delle comunità locali”

Con loro è emersa l’esigenza di garantire accesso stabile alla rete internet e di formare ragazzi e giovani in cerca di occupazione alle nuove tecnologie digitali.

Un impianto solare completamente autonomo dalla rete elettrica dà energia ai due moduli prefabbricati dove sono installati server, computer e stampanti disponibili a tutti.

La gestione degli HUB di Bedford and Cookhouse è a carico della comunità e la formazione in loco permette agli abitanti delle due cittadine di essere completamente autonomi nella manutenzione dei due centri.

Quando la luce è un miracolo semplice

Insieme all’iniziativa internazionale Liter of Light abbiamo avviato a Nojoli anche un progetto di accesso stabile all’elettricità del quale abbiamo già sperimentato l’efficacia in Kenya.

Un workshop con la comunità locale del villaggio permetterà di condividere conoscenze e tecniche per dare luce al villaggio in un modo innovativo e immediato.

“L’idea è tanto semplice quanto rivoluzionaria: trasformare bottiglie di plastica e materiali riciclati in lampade a energia solare che portano illuminazione a zero emissioni anche nei luoghi più remoti”

Per creare una “Solar Bottle” basta poco: una bottiglia di plastica trasparente, acqua, un circuito elettrico fatto con materiali di riciclo, un LED, un pannello solare e una batteria al litio ricaricabile. Le comunità locali impareranno a creare luce da materiali di riciclo tramite il workshop previsto.

Durante il giorno la lampada di Liter of Light irradia la luce solare utilizzando la rifrazione dell’acqua. Di notte, l’energia incamerata permette di mantenere acceso il LED fino all'alba.

La forza della madri che sconfigge l’AIDS

Nelson Mandela diceva che “l’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”. E proprio nel paese di Madiba stiamo sperimentando la verità di questa semplice affermazione.

Con le comunità che vivono nei pressi dell’impianto solare di Tom Burke stiamo realizzando un progetto che non trae energia dal sole ma dalla forza della condivisione.

“Un abitante del Sudafrica su 6 è affetto dal virus dell'HIV: è il Paese al mondo con la più alta percentuale di persone sieropositive”

Insieme alla ONG sudafricana Mothers2Mothers (M2M) aiutiamo le donne della zona affette da HIV che sono in attesa di un figlio. In due anni ne abbiamo incontrate e sostenute 13.785 scommettendo sulla forza dell’educazione e sulla loro esperienza.

Il metodo di aiuto ruota attorno alla figura della mentor mother, una donna che, seguendo il percorso di accompagnamento dei centri di M2M, è riuscita a far nascere il suo bambino libero dal virus e mette a disposizione la sua esperienza ad altre madri della comunità. 

Nei centri di M2M le madri trovano prevenzione e assistenza medica, sostegno al bisogno di curare sé e il proprio nascituro e scoprono il segreto potente della condivisione dove il bene comune e di ognuno nasce da un impegno al plurale.

Le iniziative intraprese da Enel in Sudafrica rappresentano un passo concreto nel raggiungimento degli obiettivi 4 e 8 dei Sustainable Development Goals: qualità dell’educazione e lavoro dignitoso.