Il Muro di Berlino

Pubblicato martedì 13 giugno 2017

“È anche impressionante la velocità a cui vediamo svilupparsi queste tecnologie, quasi di gara in gara, il che riduce in maniera significativa i tempi con cui queste potranno essere applicate su vasta scala”

– Alejandro Agag, CEO di Formula E

Un esempio per tutti: il sistema messo a punto nell’ultimo anno per la batteria di una monoposto da Formula E permette oggi la ricarica completa in 45 minuti, contro i 330 (in media) delle e-car attualmente in commercio. E si sta lavorando con Formula E perché questa energia arrivi sempre più da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di rendere il campionato un evento a emissioni zero.

“Se non avessimo accettato la sfida rappresentata dalla Formula E le nostre tecnologie dedicate alla e-mobility si sarebbero sviluppate in tempi molto più lunghi. Invece oggi possiamo affermare che siamo in Germania, uno fra i più importanti produttori di veicoli elettrici, a dimostrare la leadership di Enel nelle tecnologie di ricarica”

– Federico Caleno, direttore New Technologies and Global Innovation di Enel

Non solo: nel suo stand all’interno dell’aeroporto, la multinazionale italiana ha presentato – oltre al concept rivoluzionario del V2G, che integra veicoli elettrici e rete di distribuzione sul territorio in un unico sistema ad alta efficienza – il suo nuovo pannello solare bifacciale, capace di generare il 25% di energia in più rispetto a quelli tradizionali.

Per la cronaca, le due giornate berlinesi del gran premio sono state dominate dalla Mahindra, la vettura della casa indiana pilotata dallo svedese Felix Rosenqvist, autore anche del giro più veloce a 120,2 km/h di media. Ma questo riguarda il mezzo, e che colore avesse quello che ha tagliato il traguardo davanti agli altri importa fino a un certo punto: è molto più importante che abbia vinto il messaggio.