I figli dell'energia costruiscono le città del futuro

I figli dell'energia costruiscono le città del futuro

We are energy è rivolta ai figli della famiglia professionale Enel nel mondo. Un modo per scoprire il mondo dell'energia

Ha imparato a usare un saldatore elettrico, si è messa a studiare elettrochimica e ha cominciato a districarsi tra cavi e cavetti. Maria Camino è una ragazza spagnola di 16 anni ed è una delle protagoniste di We are Energy, il programma internazionale indirizzato a giovani e giovanissimi, dagli 8 ai 17 anni, di 23 paesi e di 5 continenti.

We are Energy è un'iniziativa rivolta ai figli della grande famiglia professionale Enel in tutto il mondo. Ogni anno, dal 2004, i partecipanti vengono coinvolti in percorsi didattici volti a scoprire il mondo dell'energia. Nell'edizione 2016 i ragazzi si sono messi alla prova nel concorso, Open up the Future, che ha proposto loro di inventare, ideare e costruire progetti reali.

 

Nel grande cantiere delle idee

Gli scienziati direbbero che Maria Camino ha creato un sistema basato sul principio chimico della bioluminescenza. Lei molto più semplicemente racconta che il suo progetto "Lampade luminescenti" è nato vedendo le lucciole nel cielo della notte e scoprendo che esistono pesci dotati di 'fari naturali' che gli permettono di illuminare le profondità più buie del mare. Mi sono chiesta come fosse possibile che producessero luce da soli e ho cercato di riprodurre il loro sistema".

“Il concorso Open up the Future di We are Energy 2016 ha coinvolto i ragazzi in una missione collettiva: costruire insieme la città del futuro.”

Come in un grande cantiere al quale tutti possono collaborare, We are energy ha raccolto idee e suggerimenti dei ragazzi per ogni ambito della vita quotidiana in città.

Insieme alle lampade di Maria sono nate anche invenzioni come la Commuter bike di Tom McGee, 9 anni dagli Stati Uniti, che ha progettato una bici elettrica multi-passeggero e Il palazzo che vorrei di Filippo Cucculelli, italiano di 9 anni, che ha ideato un condominio residenziale con tanto di pista ciclabile intelligente.

L'elenco delle idee è lungo e comprende progetti come lo studio "Smart city: rendere il mondo migliore", realizzato da Adam Šarišský, 15 anni dalla Slovacchia, e persino il video documentario "Come immagino la città del futuro?", della diciassettenne cilena Sofia Vera.

 

Inventare oltre gli schemi

I 125 vincitori dell'edizione 2016, provenienti da 17 Paesi, hanno dato forma alle loro idee in mille modi realizzando plastici e modellini, video interattivi, disegni tecnici, ma anche filastrocche animate e fumetti.

Il premio per questi giovani "costruttori del futuro" è stato un soggiorno di due settimane in Italia, nelle tenuta dei Ciclamini ad Avigliano Umbro (Terni), per partecipare a un campus internazionale: giochi, feste, lezioni, laboratori da vivere insieme; una full immersion di energia che si può rivivere visitando il profilo Facebook di We are Energy.

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Innovare, cioè non smettere mai di imparare

Il Celebration day, ospitato all'Auditorium Enel di Roma il 21 luglio, ha concluso il percorso iniziato a dicembre del 2015 mostrando i frutti di questo cantiere aperto.

Nella giornata di festa, presentata da Natasha Stefanenko, i ragazzi di We are Energy hanno anche intervistato in diretta la presidente Enel, Patrizia Grieco, insieme all'amministratore delegato, Francesco Starace.

“I ragazzi hanno chiesto ai top manager di Enel come guardavano il futuro quando erano piccoli e come lo costruiscono oggi che sono adulti e hanno la responsabilità di un'azienda globale.”

I giovani vincitori di We are Energy hanno festeggiato insieme ai loro genitori e sono stati protagonisti indiscussi lasciando a tutti un insegnamento inequivocabile. Chiedete a un ragazzo di descrivervi come immagina la città del futuro. Ascoltatelo. Vi accorgerete che nei suoi sogni e nelle sue domande ci sono idee molto più interessanti di tanti progetti "da adulti". E tanto da imparare.

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