Energie rinnovabili per rinnovare l'Europa

Energie rinnovabili per rinnovare l'Europa

Le energie pulite come chiave nella lotta al cambiamento climatico e nella transizione dell'Europa verso un'economia a basse emissioni. L’intervento del CEO di Enel, Francesco Starace, all’High-level Conference on clean energy financing

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Più ambizione, più coraggio. Le energie rinnovabili e l’efficienza energetica possono guidare l'Europa nel raggiungimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi sul clima. Ma i Paesi della UE devono puntare su una strategia di lungo termine, che possa premiare comportamenti e modelli produttivi virtuosi, a ridotte emissioni di CO2.

Le grandi aziende europee dell’energia sono pronte a mettersi in gioco. E nel giorno di apertura a Bonn della Conferenza dell'Onu sul cambiamento climatico (Cop23), lanciano un appello alla Commissione Europea molto deciso: si devono alzare gli obiettivi di consumo di energia da fonti rinnovabili in Europa al 35% del totale entro il 2030, contro l’attuale target del 27%.

Un messaggio firmato da Enel insieme con altri grandi player del settore come Iberdrola, SSE, EnBW, EDP e Orsted.

Più rinnovabili e più in fretta. La direzione di marcia è quella, anche perché l’Europa vanta una leadership mondiale nell’energia pulita e deve continuare a essere il punto di riferimento globale.

Un tema al centro anche dell’High-level conference on clean energy financing al Parlamento Ue, a Bruxelles, il 7 novembre, alla quale è intervenuto il CEO e General Manager di Enel Francesco Starace. Un evento promosso dal presidente dell'assemblea europea Antonio Tajani in vista della discussione sul “Clean Energy Package”, la proposta di un nuovo quadro normativo europeo per favorire lo sviluppo dell'efficienza energetica e dell'energia pulita.

 

Una visione per le rinnovabili

Il nostro CEO ha preso la parola nell'ambito del panel dal titolo “Supporting the shift towards clean and efficient energy at the local level”, introdotto da Maroš Šefčovič, vicepresidente per l’Energy Union della Commissione Europea, e moderato da Gerassimos Thomas, Vicedirettore Generale della DG ENER della Commissione Ue e presidente dell’EFSI Steering Board. Tema, le iniziative da intraprendere nei diversi Paesi dell'Unione per sostenere la transizione verso l'energia pulita.

Sulle energie rinnovabili, ha sottolineato Francesco Starace, il Vecchio continente possiede “un forte know-how tecnologico e grandi infrastrutture”. Per non perdere questa leadership mondiale, per cogliere le opportunità di crescita e creazione di occupazione legate allo sviluppo di un’economia a basse emissioni, l’Europa deve dotarsi di “una visione di lungo periodo”. Come? Per esempio favorendo la definizioni di prezzi stabili e contratti di fornitura di energia da fonti rinnovabili (Power Purchase Agreement), come stanno facendo altri Paesi, per esempio il Cile. Iniziative di questo tipo, ha aggiunto il nostro CEO, “possono preparare un terreno competitivo per le energie rinnovabili e rilanciare gli investimenti nel settore”.

 

L’energia verde che muove le cose

Per vincere la sfida di Parigi non basta decarbonizzare la produzione di elettricità attraverso le rinnovabili. L’altro passo da compiere, ha proseguito Francesco Starace, è avviare il percorso di decarbonizzazione in tutti gli ambiti possibili. 

“Così come stiamo decarbonizzando la produzione di energia, la tecnologia oggi ci permette di fare lo stesso in altri settori, come i trasporti, che rappresentano un quarto delle emissioni di CO2 in Europa e una parte rilevante delle importazioni energetiche di combustibili”

Francesco Starace, CEO e General Manager di Enel

La mobilità elettrica, ha sottolineato il CEO di Enel, rappresenta un’opportunità preziosa per l'industria: anche il settore privato dovrà mettersi in gioco per costruire le infrastrutture necessarie a favorire lo sviluppo di una mobilità a ridotte emissioni. Allo stesso modo, per un'incisiva politica di contrasto ai cambiamenti climatici, serve una strategia forte per aumentare l'efficienza energetica degli edifici. L'innovazione e le nuove tecnologie consentono infatti oggi di decarbonizzare utilizzi diversi dell'energia, dalla cucina ai sistemi di riscaldamento.

 

Costruire dal basso un’Europa a zero emissioni

Per realizzare questo disegno, il legislatore comunitario deve dimostrare più coraggio e fissare target ambiziosi. Politiche per favorire le energie rinnovabili e l'efficienza vantano già diverse esperienze di successo in Europa. “Questo dimostra che le persone sanno meglio dei loro legislatori quali siano i benefici che possono derivare da iniziative di decarbonizzazione” ha concluso il nostro CEO.

Per farlo non servono grandi investimenti, ma obiettivi precisi, regole chiare e interventi decisi. Una strategia che coinvolga dal basso tutti i cittadini europei e li renda protagonisti della lotta al cambiamento climatico. Una sfida enorme e non più rinviabile, che si vince con una politica fatta di grandi scelte e piccoli passi che, su scala mondiale, possono fare la differenza.

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