Enel lancia la sfida: Women in Tech

Enel lancia la sfida: Women in Tech

Sulla piattaforma di crowdsourcing Open Innovability, Enel lancia una sfida per valorizzare le migliori startup e imprese fondate o gestite da donne: scadenza 31 gennaio 2019.

La tecnologia sta cambiando la vita di tutti. Ma senza il punto di vista femminile rischiamo di progettare un futuro più povero e meno innovativo. Enel lancia una sfida alle migliori startup e piccole imprese fondate o gestite da donne. La challenge si chiama Enel’s Women in Tech ed è disponibile fino al 31 gennaio 2019 sulla piattaforma di crowdsourcing Open Innovability.

Qual è la sfida di Enel? Il nostro Gruppo è stato incluso per la terza volta in quattro anni nella Change the World list di Fortune, la classifica delle aziende che stanno cambiando il mondo migliorando le condizioni di vita da un punto di vista sociale e ambientale. Come possiamo costruire un settore energetico più inclusivo e diversificato? Come si può colmare il divario di genere nelle tecnologie energetiche facendo emergere le migliori imprenditrici? A queste domande prova a rispondere Women in Tech, rivolta a imprese e startup al femminile che abbiano i seguenti requisiti: meno di 10 anni di vita, massimo 100 dipendenti, proprietarie di tecnologie o soluzioni in fase commerciale, pronte per essere testate e, possibilmente, applicate alle attività di Enel.

“Enel sceglie di valorizzare le imprenditrici, offrendo loro l’occasione di presentare le proprie idee e diffonderle a livello globale. La migliore idea sarà valutata per una concreta collaborazione con l’azienda e riceverà un ambito premio durante la serata di gala organizzata per darne ampia visibilità” spiega Ernesto Ciorra, Direttore Innovability del Gruppo.

La sfida, in pieno spirito Open Power, intende fornire un contributo concreto a 4 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu, in particolare l’SDG5 sulla parità di genere, ma anche l’SDG 7 (energia accessibile e pulita), l’SDG 9 (Innovazione e infrastrutture del settore) e l’SDG 13 (azione per il clima).

 

Women in Tech: la diversità un valore per il business

La convinzione alla base di Women in Tech è che la diversity sia un valore, anche per il business, che il nostro Gruppo promuove a ogni livello. “Non solo perché è la cosa giusta da fare, ma perché è nel nostro interesse in ottica di crescita del business” spiega Francesca Di Carlo, Direttore People and Organization del nostro Gruppo. “Capire che discriminando una persona perché è diversa si perde un potenziale talento che avrebbe contribuito alla crescita del business, anche attraverso un proficuo confronto e scambio di idee, è una convinzione che in tutte le nostre persone, in tutte le nostre geografie e aree di business deve permeare”.

Di qui l’impegno di Enel con policy e monitoraggio dei risultati di accesso alle selezioni, delle evoluzioni di carriera e della relativa crescita di remunerazione. Il nostro Gruppo promuove anche programmi di affiancamento delle studentesse alle professioniste e incentiva le nuove assunzioni al femminile.

La diversità rappresenta un valore inestimabile anche per l’innovazione perché, spiega Ciorra, “crea contaminazione e permette di crescere: avere prospettive ed esperienze differenti alimenta la ricchezza facendo leva sul principio della collective intelligence, che è alla base dello spirito creativo e dell’innovazione”.

“Non solo. La vera diversity non è avere più donne in azienda o persone di diverso orientamento sessuale, religioso, culturale: diversity è invece avere il coraggio di promuovere la cultura della libertà e del dissenso all’interno dell’azienda”
Ernesto Ciorra, Direttore Innovability di Enel
  

Come colmare il divario di genere

Due terzi dei lavori del futuro riguarderanno l’ambito tecnico-scientifico. In Europa entro il 2020 sono previsti 756 mila nuovi posti di lavoro legati alle competenze digitali. Eppure sono ancora poche, soprattutto nei Paesi mediterranei, le donne iscritte alle facoltà che danno accesso alle cosiddette professioni STEM (science, technology, engineering, mathematics). Un divario di genere che penalizza le prospettive di carriera e impoverisce il mondo dell’industria e della ricerca: le startup al femminile sono ancora troppo poche.

Spiega Ciorra: “Quasi tutti i prodotti per le famiglie vengono scelti dalle donne ma progettati da uomini, che necessitano del punto di vista femminile per migliorarne l’experience, l’usabilità e l’appeal. E questo è solo un esempio di quanto le aziende si stiano privando di un fondamentale valore aggiunto che le donne possono fornire. Inoltre, sebbene la tecnologia non abbia sesso, non si comprende perché si debba pensare che riguardi gli uomini e perché ci siano così poche donne che frequentano i corsi STEM. Tutto ciò impoverisce il settore”.

Molti sono i fattori che rendono poco attraenti le facoltà tecnico-scientifiche per le ragazze. Due in particolare, spiega Di Carlo: “La mancanza di role model a cui ispirarsi e la paura dell’errore e di mettersi in gioco. L’educazione familiare, che porta le ragazze fin da piccole a pensare che debbano essere perfette (ad esempio ottenendo il massimo dei voti), crea un’avversione totale per il rischio e per il fallimento. Ai ragazzi, invece, viene insegnato a giocare duro e puntare in alto, cosa che li spinge a prendersi più rischi semplicemente perché sono abituati a farlo: in altri termini cresciamo le ragazze per farle perfette e i ragazzi per farli essere coraggiosi”.

“La mancanza di coraggio è una delle cause pregnanti del perché le donne sono sottorappresentate nelle STEM, nelle stanze del potere, ovunque si guardi”

Francesca Di Carlo, Direttore People and Organization di Enel

In questo scenario si comprende meglio la portata della sfida lanciata da Enel’s Women in Tech: valorizzare le migliori startup al femminile non solo per arricchire il settore dell’energia ma per colmare un gap che rende il mondo, ogni giorno, un po’ più piccolo.

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