La transizione energetica europea: la leadership di Eurelectric

La transizione energetica europea: la leadership di Eurelectric

A Firenze il Power Summit annuale dell’associazione dell’industria elettrica europea: ecco come l’ha cambiata il presidente Francesco Starace che ha passato il testimone allo svedese Magnus Hall 

Leadership come visione, come guida al cambiamento, come capacità di incidere sulla realtà. Un tema posto al centro del Power Summit annuale di Eurelectric, associazione che rappresenta l’industria elettrica europea dando voce a più di 3500 compagnie provenienti da 32 Paesi diversi (Firenze, 20-21 maggio). Una tematica quasi obbligata, quella della leadership, a una settimana dalle elezioni del nuovo Parlamento europeo, ma che guarda anche oltre la scadenza elettorale, a uno scenario che vede la lotta al cambiamento climatico e la sostenibilità come necessità per il futuro del pianeta e del business. Una nuova leadership capace di guidare Paesi e aziende del Vecchio Continente verso scelte coerenti per far fronte a un’emergenza globale.

 

La trasformazione di Eurelectric

Con il Power Summit di Firenze si è concluso anche il biennio di Presidenza Eurelectric da parte del CEO di Enel Francesco Starace, il quale, nel 2017, aveva iniziato il suo percorso con la pubblicazione di un Manifesto incentrato su tre parole d’ordine: cambiare mentalità, abbracciare il futuro, trasformare il presente. Grazie a questa bussola “Eurelectric ha dimostrato di essere importante come importante è l’energia”, ha dichiarato Starace nel suo ultimo discorso da presidente, passando il testimone al suo successore, Magnus Hall, Presidente e AD della svedese Vattenfall. Una successione nella linea della continuità, dopo il rinnovamento vissuto dall’organizzazione, grazie anche a un rebranding e alla razionalizzazione della struttura interna. “Sono stati due anni complessi e impegnativi, ma sono orgoglioso di aver guidato l’associazione attraverso una profonda trasformazione, in cui l’elettrificazione e la decarbonizzazione sono diventate le parole d’ordine del settore”, ha commentato il presidente uscente.

Dopo due anni, Eurelectric si ritrova unita e molto più consapevole del proprio ruolo, in prima linea, nella transizione energetica. Una leadership che ha inciso anche sulle scelte dell’Europa, il continente che oggi rappresenta l’avanguardia mondiale nella lotta al cambiamento climatico, sia come risultati già raggiunti nella lotta alle emissioni di CO2 sia come obiettivi di decarbonizzazione. Infatti, in questi anni la Commissione Europea ha approvato direttive importanti come il Clean Energy Package e il Mobility Package. “Le istituzioni europee ci hanno ascoltato, è stato un dialogo costruttivo”, ha commentato Starace, mentre il Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, ha ricordato le manifestazioni dei ragazzi a favore del clima che, nell’ultimo anno, hanno riempito le piazze europee. I post-millennial guidati da Greta Thunberg che invocano un cambio di passo nella lotta al global warming.

 

Una nuova narrazione per i cittadini

Una nuova leadership richiede anche una nuova narrazione (narrative) per raccontare ai cittadini europei i benefici derivanti dalla elettrificazione: non solo in termini ambientali, ma anche di accesso a nuove tecnologie, nuovi servizi, nuovi posti di lavoro (si parla di 1,2 milioni di green job già creati). È in questa direzione che va la serie dei 18 mini-documentari “Leading the Charge”, realizzati dalla BBC per l’associazione e presentati in anteprima a Firenze. Un progetto che conferma l’impegno del settore elettrico nella sostenibilità e che cerca di evidenziare come la leadership europea possa fare la differenza anche nella vita concreta dei cittadini.

Il settore sta cambiando velocemente anche grazie all’arrivo di nuovi player e la nascita di nuovi modelli di business. “La complessità aumenterà” spiega Starace, secondo il quale un “ruolo chiave sarà svolto dalle reti di distribuzione”, chiamate a digitalizzarsi e trasformarsi per accogliere quote crescenti di energia rinnovabile da parte di migliaia di impianti distribuiti.

“L’elettrificazione è il fattore abilitante principale per un futuro carbon-neutral in Europa. Vogliamo collaborare con i responsabili politici e l’industria per accelerare l’elettrificazione dei trasporti, del riscaldamento e dell’industria” ha detto Magnus Hall nel suo primo discorso da Presidente, aggiungendo che si deve “accelerare la transizione energetica” in tutti i settori. “Ogni generazione combatte le sue battaglie. Quella di oggi è il cambiamento climatico ma noi abbiamo una soluzione: l’elettrificazione. I prossimi 10 anni saranno cruciali”, ha aggiunto Kristian Ruby, segretario generale di Eurelectric.

Il tema della leadership ha attraversato quasi tutti gli interventi, anche quello di uno scienziato come Johan Rockström, direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research, che ha illustrato l’impatto delle emissioni di CO2 sul cambiamento climatico. E ha concluso: “Conosciamo la giusta tecnologia e la soluzione all’emergenza climatica: ora dobbiamo abbinarla alla leadership giusta”.

“Salvare l’ambiente deve essere eccitante per le persone: è come creare un nuovo progetto dell’uomo sulla luna” è l’opinione di Bjarke Møller, direttore di Think Tank Europa.

 

Accelerare la transizione verso le rinnovabili, ma in modo inclusivo

Tutti gli speaker sono stati concordi sulla necessità di accelerare la transizione verso le rinnovabili. E se la decarbonizzazione della generazione elettrica è la chiave, l’interconnessione, lo sviluppo delle tecnologie di storage e la flessibilità delle smart grid sono la soluzione al problema dell’intermittenza di fonti come eolico e solare.

Le trasformazioni del settore sono e saranno dirompenti, pertanto da “maneggiare con cura”. È per questo che Eurelectric ritiene fondamentale parlare di “just transition”, una transizione giusta e inclusiva per non lasciare nessuno indietro e non dimenticare quelli che hanno paura del cambiamento o non ne capiscono l’urgenza. Per portarla avanti occorre spiegarne i benefici, per tutti i cittadini, non solo per una parte, partendo dalla vita quotidiana. Un esempio è la mobilità elettrica, che rappresenta un laboratorio del futuro in perenne trasformazione: l’auto diventerà una batteria mobile che renderà i proprietari anche fornitori di energia alla rete, quando l’auto sarà ferma, permettendo loro di estrarre valore in modi del tutto nuovi.

“Andare oltre il business tradizionale significa cambiare l’esperienza del consumatore”, è l’opinione del CEO di Enel X Francesco Venturini che, in un panel dedicato ai “digital retailer del futuro”, cita quello che ha fatto Amazon con l’acquisto “one-click” per spiegare la differenza tra una vera “digital strategy” e una strategia semplicemente “data driven”.

L’impatto della digitalizzazione sul mercato energetico è stato al centro anche di alcuni eventi paralleli ospitati dallo stand Enel, i “Power Talks” che hanno visto protagonisti Ernesto Ciorra, Responsabile Innovability del nostro Gruppo, Roberto Deambrogio, Direttore Comunicazione, e Giuseppe Montesano, Vice Direttore della Enel Foundation. Molti anche i bootcamp che hanno animato l’evento di Firenze così come i sondaggi che in tempo reale, attraverso la app di Eurelectric, hanno raccolto le opinioni dei partecipanti su molte questioni. Alla domanda sul principale ostacolo agli investimenti la risposta prevalente è stata l’incertezza del quadro regolatorio, altro tema legato alla leadership. “Ma la stabilità delle regole è un problema in un settore che cambia molto velocemente”, ha detto il CEO di Enel Green Power Antonio Cammisecra al panel sulle tecnologie per accelerare la decarbonizzazione. “È più importante anticipare il cambiamento collaborando con le autorità e i policy maker. Stabile e semplice è il passato, il futuro non sarà la stabilità”.

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