Più rinnovabili, meno CO2: il modello Cile

Più rinnovabili, meno CO2: il modello Cile

Grazie agli investimenti su energie pulite e mobilità elettrica, il Paese sudamericano si presenta con le carte in regola per ospitare, a dicembre, la Conferenza mondiale sul clima COP25. Anche grazie al ruolo di leadership di Enel Cile.

Il sole del deserto di Atacama. Il calore della terra sotto la cordigliera delle Ande. Il vento della regione di Coquimbo. L’acqua del fiume Maule.

Il Cile si presenta con le carte in regola alla Conferenza mondiale delle parti sul clima, COP25, che ospiterà dal 2 al 13 dicembre. Negli ultimi anni è diventato il Paese guida del Sud America nelle energie pulite, molto abile nell’utilizzare tutte le fonti rinnovabili di cui dispone e deciso nell’indicare la strada di un mondo carbon free.

 

Il primato nel mercato delle energie rinnovabili

“Non esiste un Pianeta B. Abbiamo tempo sufficiente per organizzare COP25, ma stiamo esaurendo il tempo per impedire che il cambiamento climatico diventi una tragedia” ha detto il presidente cileno Sebastián Piñera al Palazzo della Moneda di Santiago del Cile, in aprile, presentando logo e temi dell’evento che porterà nella capitale rappresentanti di 196 Paesi.

Poche settimane dopo il presidente ha annunciato di puntare alla carbon neutrality entro il 2050 con un ambizioso programma di chiusura delle 28 centrali a carbone entro il 2040, di cui 8 entro i prossimi cinque anni, accelerando la transizione energetica rispetto agli stessi obiettivi nazionali fissati a Parigi nel 2015.

Nell’ultimo rapporto Climatescope di Bloomberg NEF (New Energy Finance), dedicato ai mercati emergenti, il Cile è indicato come il Paese più attrattivo al mondo per lo sviluppo delle energie pulite, seguito da India, Giordania e Brasile. Un primato reso possibile, secondo BNEF, soprattutto da tre fattori: le politiche del governo, una storia di successo negli investimenti in rinnovabili e l’impegno nella decarbonizzazione nonostante i limiti della rete energetica.

La quota di capacità installata nazionale delle rinnovabili è passata dal 32,8% del 2013 al 45,5% del 2018; nello stesso periodo di tempo la produzione di energia solare è aumentata di 750 volte e di 7 quella eolica. 

 

La leadership di Enel Cile nelle rinnovabili

Con i suoi oltre 4300 km di lunghezza, il Cile non solo è il Paese più lungo e stretto del continente americano ma presenta anche un mosaico molto vario di risorse naturali. Dai deserti ai ghiacciai delle Ande, dai vulcani fino alle isole del Pacifico. Un panorama unico che il nostro Gruppo ha imparato a conoscere e a utilizzare nel rispetto del territorio e dell’ambiente. Enel Cile - attraverso Enel Green Power - è il primo operatore di energia rinnovabile nel Paese con 4,7 GW di capacità installata. Una leadership realizzata grazie ad un mix di tecnologie che comprende idroelettrico, eolico, solare e geotermico e allo sviluppo di progetti pionieristici come l’impianto di Enel Green Power Cerro Pabellón (una joint venture con Enap), prima centrale geotermica di tutta l’America del Sud e primo impianto al mondo di questo tipo costruito a 4500 metri sul livello del mare. Sempre nel deserto di Atacama EGP ha costruito il campo solare di La Silla, uno dei più innovativi al mondo, che alimenta anche il prestigioso osservatorio astronomico La Silla.

L’anno scorso, poi, a Santiago del Cile è stata inaugurata la nuova Renewable Energy Control Room, l’unica nel continente in grado di monitorare tutte le quattro tecnologie rinnovabili insieme garantendo la massima efficienza nella fornitura di energia al sistema elettrico nazionale.

Molti sono anche i progetti di sostenibilità che promuoviamo a beneficio delle comunità locali e dell’ambiente, come quello del Parco di La Isla-Salto La Olla, a salvaguardia della biodiversità e della tutela di una cultura millenaria, o quello che fornisce energia rinnovabile off grid al piccolo centro di Ollagüe, a più di 3600 metri di altezza, al confine tra Cile e Bolivia.

La leadership di Enel Cile nelle energie pulite ha consentito di firmare, a fine luglio, il più grande contratto di fornitura di energia rinnovabile per volumi annui del nostro Gruppo: Enel Generación Chile fornirà alla multinazionale AngloAmerican fino a 3 TWh l’anno di energia rinnovabile, per dieci anni, che le consentirà di ridurre di oltre il 70% le emissioni di CO2 in Cile.

 

All’avanguardia anche nella mobilità elettrica

La scelta del nostro Gruppo in direzione della decarbonizzazione del Paese è confermata anche dall’impegno nello sviluppo della mobilità elettrica. Sempre a fine luglio sono arrivati a Porto San Antonio altri 100 bus elettrici, nell’ambito del progetto di Enel X, Metbus e BYD Chile che ha già visto la fornitura di 100 bus full electric alla capitale. Altri 83 mezzi arriveranno entro fine anno. Un progetto che ha reso il Paese sudamericano il secondo al mondo, dopo la Cina, per il trasporto pubblico a zero emissioni.

“Questa nuova pietra miliare per la mobilità elettrica si inquadra nel contesto della transizione energetica che Enel sta conducendo” è il commento di Paolo Pallotti, Direttore generale di Enel Cile. “Quest'anno abbiamo firmato l'impegno del Paese per la decarbonizzazione che significa chiudere le nostre tre centrali a carbone in Cile: abbiamo ottenuto l'autorizzazione per anticipare la chiusura di una di esse, mentre stiamo realizzando solo progetti di energia rinnovabile. Tutte azioni che cercano di supportare la transizione del Paese verso una matrice energetica sempre più pulita”.

 

Cambiamenti climatici, le attese per COP25

Nonostante produca solo lo 0,25% delle emissioni globali di CO2, il Cile è uno dei Paesi più vulnerabili alle conseguenze del climate change. La Banca Mondiale prevede che l’emergenza climatica possa cambiare la frequenza e l’intensità di molti fenomeni che storicamente minacciano il Paese, in particolare inondazioni, frane e siccità.

Il presidente Piñera ha spiegato che a COP25 il suo Paese chiederà ai partecipanti di darsi obiettivi di decarbonizzazione più ambiziosi. “Time for action is now” recita il claim della Conferenza. Adesso, non domani. Il Cile indica la strada: si spera che la seguano in molti. 

Aggiornamento: Il 5 novembre 2019 è stata comunicata la decisione di spostare la sede della UN Climate Change Conference (COP25) a Madrid, dove si terrà dal 2 al 13 dicembre.

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