La fotografia che racconta gli effetti del climate change

La fotografia che racconta gli effetti del climate change

Si avvia verso la conclusione il progetto “Sulle tracce dei ghiacciai” di Fabiano Ventura: sei spedizioni nelle aree glaciali del mondo per documentare gli effetti del cambiamento climatico. Con Enel Green Power come main sponsor.

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Se è vero che un’immagine vale più di mille parole, allora le fotografie scattate da Fabiano Ventura confrontate con quelle di cento anni fa valgono più di tanti studi per documentare gli effetti dei cambiamenti climatici. Ventura è il protagonista del progetto “Sulle tracce dei ghiacciai” con 6 spedizioni in altrettante zone glaciali di tutto il mondo, nell’arco di oltre 12 anni.

 

Dal Karakorum al Gran Sasso

L’impresa, cominciata nel 2009 in una piovosa mattina di luglio a Islamabad, capitale del Pakistan e punto di partenza per la spedizione in Karakorum, ha raggiunto lo scorso settembre il ghiacciaio del Calderone al Gran Sasso, il più meridionale d’Europa (dopo la sparizione di quello della Sierra Nevada, in Spagna) e che rappresenta anche la “montagna di casa” di Ventura, fotografo ambientalista romano. “È sul Gran Sasso, infatti, che ho cominciato a praticare l’alpinismo e coltivato la passione per la montagna e per la fotografia di ambiente. Il progetto, che mi ha portato sulle montagne di tutto il mondo, non poteva che fare ritorno qui”.

 

La fotografia comparativa

In ognuna delle aree glaciali, Ventura per prima cosa ha dovuto ritrovare il punto esatto da cui erano state scattate le fotografie storiche per poi ripeterle con la stessa inquadratura e confrontare lo stato dei ghiacciai.
Perciò, prima di ogni spedizione, ha dovuto cercare, catalogare e selezionare il materiale fotografico nei più importanti archivi storici, fra cui quello della Fondazione Sella di Biella e della Royal Geographic Society di Londra.

La tecnica della fotografia comparativa non è nuova, ed è apprezzata per la sua grande efficacia comunicativa. Del resto, è un po’ quello che facciamo tutti quando guardiamo le nostre foto da bambini, quasi increduli nel vedere quanto fossimo diversi. Solo che in questo caso i cambiamenti sono al contrario: anziché crescere, i ghiacciai diventano sempre più piccoli.

 

“Oggi queste fotografie assumono un vero e proprio valore scientifico, grazie a questo progetto di comparazione fotografica. Questa tecnica mi permette di poter comunicare in maniera inequivocabile e semplice le problematiche ambientali e in particolare gli effetti dei cambiamenti climatici”
Fabiano Ventura, fotografo naturalista

 

Un’impresa collettiva con il contributo di Enel Green Power

Ovviamente un progetto di questa portata non poteva essere condotto da una persona sola: è stata un’impresa collettiva di cui Ventura è stato l’uomo di punta. Promotrice del progetto l’associazione no profit italiana Macromicro, che si occupa di problematiche ambientali e organizza eventi e progetti di tutela delle risorse naturali.

L’organizzazione ha previsto una cabina di regia composta da un reparto per la comunicazione e uno tecnico-creativo, oltre a un prestigioso comitato scientifico composto da esperti internazionali legati a università ed enti di ricerca. Alle sei spedizioni infatti hanno partecipato geologi, glaciologi, geografi, meteorologi, fotografi, registi, filmaker, traduttori, guide alpine, sherpa, portatori d’alta quota, cuochi.

Naturalmente tutto il progetto si è avvalso del contributo di numerosi sponsor. A partire dal main sponsor Enel Green Power, che ha creduto nel progetto fin dall’inizio, a conferma della grande sensibilità del nostro Gruppo verso i temi legati ai cambiamenti climatici.
 

6
Spedizioni completate
200
Fotografie comparative
9
Progetti di ricerca realizzati
65
Ghiacciai analizzati
12
Università e istituti di ricerca coinvolti
110
Aziende e istituzioni coinvolte

Il più grande archivio al mondo

Anche se con l’ultimo capitolo dedicato alle Alpi previsto per l’estate 2021 le spedizioni saranno completate, il progetto è solo a metà del suo cammino: dal punto di vista scientifico, il risultato più importante è aver messo insieme l’archivio più esteso al mondo di fotografie comparative di altissima qualità sul tema dell’arretramento dei ghiacciai. Ma non è un risultato fine a se stesso: la documentazione acquisita in oltre 12 anni di lavoro fornirà agli scienziati informazioni utili sulle dinamiche glaciali recenti, ancora non del tutto note, e quindi permetterà di comprenderne meglio gli effetti oltre a formare un potente mezzo di comunicazione per diffondere al grande pubblico una maggiore coscienza sulle tematiche ambientali.

 

“Uno dei valori principali di questa iniziativa scientifica è aver previsto spedizioni in catene montuose e aree glaciali diverse, con la possibilità per i ricercatori di avere un quadro ampio a livello globale”

Fabiano Ventura, fotografo naturalista

 

Inoltre gli scienziati che hanno partecipato al progetto hanno potuto approfondire altri aspetti tecnici, come lo studio e il perfezionamento di nuovi metodi per elaborare i modelli tridimensionali delle fronti glaciali.

 

Il racconto continua

Altrettanto, se non più importanti, sono gli obiettivi divulgativi: comunicare a un pubblico non solo di addetti ai lavori l’importanza dello sviluppo sostenibile, della salvaguardia delle risorse naturali e della biodiversità, il ruolo della ricerca scientifica per le tematiche ambientali, il recupero e la valorizzazione di un patrimonio storico e culturale come gli archivi fotografici.

Le attività di comunicazione hanno seguito le varie tappe del progetto e si sono articolate in numerose direzioni. Sono state organizzate decine di conferenze e convegni, una mostra itinerante, lezioni e conferenze nelle scuole. Sono stati girati documentari televisivi distribuiti a livello mondiale e le fotografie di Ventura sono state esibite in mostre e festival insieme a un’installazione interattiva appositamente realizzata, nella quale il perfetto connubio tra fotografia e videoarte crea un coinvolgimento diretto del visitatore.

Dal punto di vista mediatico, sono stati dedicati al progetto centinaia di articoli su riviste e sul web e decine di servizi radio e televisivi, oltre a cataloghi e dvd. In totale sono già state raggiunte oltre 200 milioni di persone nel mondo.

Come le attività scientifiche, anche quelle di comunicazione naturalmente proseguiranno ben oltre la fine dell’ultima spedizione prevista per l’estate 2021, per parlare a un pubblico sempre più vasto e sensibilizzarlo sulla necessità di porre un freno ai cambiamenti climatici. A essere in gioco infatti non sono solo i ghiacciai: come ha affermato Ventura, “preservare la natura vuol dire preservare noi stessi, come specie e come umanità”.