La COP28 conferma: per accelerare la transizione energetica servono rinnovabili ma anche reti resilienti e flessibili

La COP28 conferma: per accelerare la transizione energetica servono rinnovabili ma anche reti resilienti e flessibili

Per la transizione energetica è indispensabile una collaborazione a tutti i livelli. È emerso chiaramente durante la COP28 di Dubai, da poco conclusa, in cui per la prima volta tutti i 198 Paesi hanno chiesto l’allontanamento dai combustibili fossili nei sistemi energetici. Sottolineato il ruolo fondamentale delle fonti rinnovabili e di reti resilienti e digitalizzate.

{{item.title}}

I vertici sul clima sono un complesso intreccio di posizioni divergenti tra i Paesi partecipanti, ma svolgono sempre un ruolo di rilievo nel catturare l’attenzione globale e creare uno spazio per il dialogo e la cooperazione internazionale. È in quest’ottica che i leader mondiali, gli esponenti di organizzazioni internazionali e di aziende private – fra cui naturalmente una rappresentanza del nostro Gruppo – si sono incontrati nei giorni scorsi a Dubai per la ventottesima Conference of Parties (COP28), riuscendo ad arrivare alla fine a un risultato significativo, anche se da molti considerato non sufficientemente ambizioso: un testo concordato da tutti i 198 Paesi che mira a promuovere l’allontanamento dai combustibili fossili nei sistemi energetici “in modo giusto, ordinato ed equo” e ad accelerare l’azione entro questo decennio per giungere al Net Zero nel 2050, obiettivo ormai considerato imprescindibile dalla comunità scientifica.

L’obiettivo prioritario, comunque, resta quello di contenere il riscaldamento globale entro gli 1,5 gradi al di sopra dei livelli preindustriali, come previsto dagli accordi di Parigi del 2015 e due sono le parole chiave emerse durante questa COP28: rinnovabili e reti.

 

Rinnovabili e reti

L’unica certezza, come è stato ribadito a Dubai, è che per limitare i cambiamenti climatici occorre abbattere le emissioni globali di gas serra il prima possibile. La traiettoria del Gruppo Enel ci porta ad arrivare in anticipo agli obiettivi richiesti dall’Unione Europea e a quelli fissati nell’accordo finale raggiunto alla COP, come confermato nel nuovo Piano Strategico 2024-2026: chiuderemo l’ultima centrale a carbone già nel 2027 e puntiamo a raggiungere il traguardo delle zero emissioni nette nel 2040, ben 10 anni prima del termine stabilito dall’Unione Europea e dalla COP28.

Appare sempre più evidente, come è emerso molto chiaramente a Dubai, che a ridurre le emissioni devono contribuire due strumenti basilari e complementari. Da un lato, il complesso delle energie rinnovabili, la cui rapida crescita deve continuare ad accelerare, in linea con il nostro nuovo piano strategico che prevede 13,4 GW di capacità rinnovabile aggiuntiva entro il 2026 grazie a oltre 12 miliardi di euro di investimenti lordi, pari a circa un terzo del totale.

Dall’altro lato le reti di distribuzione: per abilitare pienamente l’integrazione delle fonti rinnovabili intermittenti, come il vento e il sole, occorrono infatti reti efficienti, flessibili e resilienti. Questo significa per esempio reti intelligenti e digitalizzate, cioè smart grid, ma anche sistemi di storage per accumulare l’elettricità prodotta e rilasciarla nei momenti di maggiore richiesta. È in queste direzioni che bisogna puntare: proprio quello che sta facendo il nostro Gruppo, che nel nuovo piano strategico ha destinato alle reti più della metà degli investimenti totali lordi (oltre 18 miliardi di euro).

 

Il rinnovato valore delle reti elettriche

Alla COP28 diversi eventi hanno toccato questo tema centrale: in particolare il panel intitolato “Mission Innovation Green Powered Future Mission (GPFM)”, a cui ha partecipato Viviana Vitto, Head of Market Strategy & Regulatory Analysis di Enel Grids & Innovability®, la divisione del nostro Gruppo dedicata alle reti e all’innovazione.

La GPFM è un’iniziativa guidata da Italia, Regno Unito e Cina – con la partecipazione anche di istituzioni e aziende fra cui appunto la nostra – che si propone di favorire le collaborazioni fra pubblico e privato per dimostrare la capacità dei sistemi elettrici di integrare efficacemente fino al 100% delle energie rinnovabili intermittenti entro l’orizzonte del 2030, mantenendo il sistema energetico sicuro ed economicamente efficiente: una missione pienamente in linea sia con la nostra strategia sia con le ambizioni della COP28.

“Il modello, il ruolo e i compiti degli operatori delle reti di distribuzione stanno cambiando. La trasformazione è dovuta in parte alla sempre maggiore presenza di prosumer. Sulle nostre reti, per esempio, nel 2022 abbiamo superato la cifra di 1,4 milioni di produttori-consumatori”, ha spiegato Vitto. “Ma è dovuta anche all’elettrificazione, con l’aumento dei consumi in ambiti nuovi come la mobilità”.

Per affrontare queste sfide, ha proseguito Vitto, “abbiamo bisogno di un quadro normativo e di modelli di mercato che favoriscano gli investimenti anticipati, perché se non ci si muove in anticipo preparando le reti non si può poi valorizzare il contributo delle fonti rinnovabili”.

 

Soluzioni digitali dall’Europa all’America Latina

Enel è stata anche fra i protagonisti del panel “3DEN Initiative: Implementing Tomorrow’s Smart Power Systems”, in cui Viviana Vitto ha esposto il ruolo del nostro Gruppo nell’ambito del progetto 3DEN (Digital Demand-Driven Electricity Networks).

Guidato dall’International Energy Agency (IEA) e finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica italiano, 3DEN è nato per favorire la modernizzazione dei sistemi energetici, con particolare attenzione alla generazione distribuita e con progetti pilota nei Paesi in via di sviluppo. Uno di questi è appunto quello avviato in Colombia da Enel Grids.

“Noi siamo stati pionieri nella digitalizzazione delle reti elettriche, specialmente con i contatori elettronici di seconda generazione”, ha spiegato Vitto, “e ora stiamo trasferendo l’esperienza acquisita in altri Paesi per accelerare la transizione energetica”. È quello che stiamo facendo in un esperimento pilota nell’area metropolitana di Bogotá, caratterizzata da un forte aumento della domanda di elettricità. “Occorre perciò gestire la rete in modo più flessibile, migliorando il rapporto con i clienti”, ha proseguito Vitto.

Perciò abbiamo deciso di adattare alla realtà colombiana un’innovazione che stiamo sperimentando in Europa, il DERMS (Distributed Energy Resource Management System): una soluzione digitale per ottimizzare l’interazione tra le risorse distribuite e l’operatività della rete quasi in tempo reale”.

 

Reti più efficienti, resilienti e digitalizzate

La centralità delle reti e il nuovo ruolo dei gestori, temi prioritari nel nostro piano strategico 2024-2026, sono stati fra gli argomenti affrontati più spesso durante la COP28; ne ha parlato anche Daniele Agostini, Head of Energy and Climate Policies, European Affairs di Enel, nel panel intitolato “SEforALL Energy Compacts: Advancing commitments towards SDG7 from Billions to Trillions” e dedicato agli investimenti per il settimo degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDG) delle Nazioni Unite: “Energia sostenibile per tutti”.

Investire nelle reti, come ha spiegato Agostini, è fondamentale per almeno tre motivi:

  • abilitare la generazione distribuita, prodotta soprattutto da fonti rinnovabili;
  • aumentare i livelli di digitalizzazione, con benefici futuri per tutti – a partire dai clienti – sia in termini di costi sia di qualità del servizio;
  • rafforzare la resilienza delle infrastrutture, in particolare nei confronti dei fenomeni meteorologici estremi resi più frequenti dai cambiamenti climatici.

È quindi essenziale mettere le reti in condizione di affrontare queste sfide, per garantire la continuità e la sicurezza delle forniture energetiche in scenari climatici sempre più impegnativi.

Se dunque le fonti rinnovabili sono la base insostituibile della transizione energetica, le reti efficienti sono altrettanto essenziali per coglierne tutte le potenzialità: lo ha ribadito a Dubai Ludovico Del Vecchio, distaccato di Enel Green Power nell’International Renewable Energy Agency (IRENA), in occasione dell’evento sulle energie rinnovabili guidato da EGP e organizzato dall’Alliance for Industry Decarbonization (AFID), l’alleanza coordinata dall’IRENA per la decarbonizzazione del settore industriale.

 

Una nuova collaborazione

La COP28 è stata per Enel un evento significativo anche per altri motivi: Endesa, la società spagnola del nostro Gruppo, è stata premiata come “Energy Transition Changemaker” nella categoria Rinnovabili per il nuovo progetto con cui puntiamo a trasformare la centrale termoelettrica Andorra (Aragona) in un hub per le energie rinnovabili, creando allo stesso tempo le premesse per lo sviluppo socioeconomico della regione.

Inoltre a Dubai è stata lanciata ufficialmente la Utilities for Net Zero Alliance (UNEZA), nata sotto l’egida dell’IRENA, con il sostegno di partner di spicco come il World Economic Forum (WEF) e l’endorsement delle Nazioni Unite tramite gli UN High-Level Climate Champions.

L’associazione raccoglie al momento 31 membri, di cui 25 grandi aziende del settore elettrico (fra le quali Enel), accomunati dalla consapevolezza del ruolo decisivo che può giocare il mondo industriale per promuovere una transizione energetica giusta, sostenibile e inclusiva.

Perciò l’UNEZA si pone la missione di creare un luogo di incontro e di collaborazione per favorire il dialogo e la nascita di nuove partnership, sia fra le aziende sia con i soggetti istituzionali, perfettamente in linea con lo spirito della COP28: l’obiettivo è rimuovere gli ostacoli sul cammino verso il traguardo delle zero emissioni nette entro il 2050, con particolare attenzione allo sviluppo delle rinnovabili e delle infrastrutture.

Siamo fiduciosi che questa nuova iniziativa susciterà l’interesse di altri soci di rilievo e che porterà nuove forze alla transizione energetica: l’unico modo per garantire un futuro sostenibile alle generazioni che verranno è l’impegno di tutti i soggetti coinvolti, pubblici e privati, di tutti i Paesi del mondo. Insieme, collaborando.