Enel punta sui weather derivatives: Claudio Machetti a “Milano Finanza”

Pubblicato martedì, 14 agosto 2018

Nel bilancio 2017 corrispondono a circa 90 milioni di euro, ma il loro valore è destinato a crescere sempre di più in futuro. Enel ha deciso di scommettere sui derivati climatici, le coperture sulle condizioni meteorologiche che influenzano la produzione ed il consumo di energia. Lo annuncia a MF-Milano Finanza il responsabile Global Trading del gruppo Claudio Machetti, evidenziandone le potenzialità. Oggi sono ancora poco diffusi in Europa, ma secondo studi recenti in un futuro neanche troppo lontano sempre più aziende faranno ricorso a questi strumenti finanziari. Ed Enel non si farà trovare impreparata non appena accadrà: “Abbiamo maturato nel tempo expertise notevoli nella gestione di queste esposizioni all’interno di un portafoglio sempre più diversificato e integrato, ma è solo da due anni che lo sviluppo dei derivati climatici ci ha permesso di iniziare ad estendere queste pratiche di hedging maturate in ambito commodities per mitigare gli effetti della volatilità degli elementi metereologici sui nostri margini attesi”.

Il funzionamento è lo stesso di quello dei derivati finanziari tradizionali ma i weather derivatives stabilizzano i risultati di un’azienda in base a fattori meteo, come pioggia, neve e vento invece che sui tassi di cambio, tassi d’interesse o prezzi delle materie prime. Allo stesso modo sono trattati su listini specializzati, come il CME (Chicago Mercantile Exchange), il primo a quotare questa categoria di derivati. Come spiega Claudio Machetti, Enel ha iniziato a studiare gli impatti che la temperatura ha sui consumi dei clienti per poi passare alle necessità della generazione rinnovabile che, per definizione, è la più esposta all’andamento delle variabili climatiche: “Basti pensare a un impianto fotovoltaico, un sole che non irraggia a sufficienza un pannello a causa delle nuvole significa un mancato guadagno per i produttori di energie verdi e, se consideriamo che questi fenomeni si presentano costantemente e su larga scala, è facile capire come i numeri in gioco possano valere milioni di euro”.

Tuttavia nel panorama attuale dei 15 miliardi di dollari movimentati ogni anno dai derivati climatici in tutto il mondo, solo tre miliardi riguardano aziende europee: “Eppure il target potenziale è amplissimo. Pensiamo a rinnovabilisti ma anche a clienti industriali ed esercizi commerciali: si pensi per esempio a un’azienda vinicola e a come una stagione estremamente severa possa far bruciare tutto il raccolto, agli impianti sciistici e a cosa succede quando non nevica per diverse settimane, o piove costantemente, e anche a uno stabilimento balneare e a quanto possa fare la differenza una stagione di pieno sole rispetto a una di pioggia costante”.

Oltre a promuoverne l’utilizzo generando “valore condiviso per noi e per tutte quelle imprese che fino a ieri non conoscevano le potenzialità di questi prodotti o semplicemente non hanno avuto la possibilità di avvalersene”, Enel sta lavorando a una gestione sempre più accurata dell’esposizione climatica delle diverse aree di business e a una strutturazione di prodotti funzionali alle esigenze della clientela: Claudio Machetti anticipa che si guarda inoltre alla “definizione di nuovi strumenti meteorologici avanzati, orientata alle previsioni climatiche e alla valorizzazione dei suoi potenziali benefici su realtà industriali, settore nel quale siamo risultati anche aggiudicatari di fondi europei in ambito “Horizon 2020” collaborando con realtà accademiche e meteorologiche di comprovato spessore nazionale ed internazionale”.

I primi contratti di copertura sono già stati chiusi in Italia e in Spagna per salvaguardare il portafoglio dal rischio di una riduzione dei consumi a causa di temperature invernali ed estive troppo miti. Ora Enel è proiettata verso gli Stati Uniti e il Sud America, in particolare in Cile, con prodotti di hedging per gli impianti di produzione esposti al rischio di siccità. “Via via procederemo ad un full deployment a livello globale” rivela Claudio Machetti a MF, ribadendo come questi prodotti possano portare benefici non solo a grandi multiutility capaci di fare compensazioni interne delle proprie esposizioni anche meteo, ma a tutte le altre realtà industriali. Oggi in Italia Enel è l’unica azienda a far parte della Wrma (Weather risk management association), promotrice di un meeting europeo sui derivati climatici in programma a Roma dal 10 al 12 ottobre.