I 200 anni della geotermia, un primato italiano

Pubblicato venerdì 18 maggio 2018

“Sono trascorsi 200 anni ma questa vecchia ed elegante signora che è la geotermia mantiene uno spirito giovane grazie alla sua costante vocazione all’innovazione e alla sostenibilità. L’eccellenza tecnologica del settore geotermico consente di percorrere strade innovative e di ottimizzare costantemente l’attività su tutti i fronti, dall’efficienza degli impianti ai processi di digitalizzazione fino all’inserimento ambientale”

– Massimo Montemaggi, responsabile Geotermia Enel Green Power

La nostra realizzazione più recente in questo settore è l’impianto di Cerro Pabellón, in Cile: la prima centrale geotermica dell’America meridionale e la più alta al mondo. Inaugurata nel 2017 a Ollagüe, sull’altopiano andino, è dotata delle tecnologie più avanzate e sarà integrata con impianti eolici e fotovoltaici: diventerà il cuore di una rete di distribuzione autonoma e autosufficiente grazie anche ad avanzati dispositivi di storage.

L’abbinamento dell’energia geotermica con altre fonti rinnovabili è del resto uno dei tratti distintivi dell’innovazione di Enel Green Power. L’impianto di Stillwater, nel Nevada, è il primo al mondo a coniugare tre diverse tecnologie: geotermia, solare termico e fotovoltaico – l’energia del Sole e quella della Terra. In questo modo aumenta l’energia elettrica prodotta ma, allo stesso tempo, non si moltiplicano le infrastrutture e si riduce quindi ulteriormente l’impatto ambientale.

Ancora negli Stati Uniti, e precisamente nello Utah, l’integrazione tecnologica è ancora più stretta: l’impianto geotermico di Cove Fort è potenziato da un generatore idroelettrico che sfrutta l’acqua usata nel pozzo geotermico e contribuisce a renderlo più stabile, oltre ad aumentare la produzione.

Altrettanto integrata è la tecnologia che abbiamo introdotto nella regione di origine della geotermia: a Castelnuovo Val di Cecina, in Toscana, abbiamo abbinato alla centrale geotermica Cornia 2 un impianto a biomasse in un complesso unico al mondo nel suo genere. La biomassa, proveniente dalle foreste dei dintorni (a distanze non superiori a 70 chilometri dalla centrale), viene usata per surriscaldare il vapore geotermico in modo da aumentare la potenza complessiva dell’impianto.

Passato e futuro

Ed è nella culla della geotermia che siamo tornati per festeggiare il suo duecentesimo compleanno. Insieme al CNR abbiamo organizzato un evento di due giorni, il 7 e l’8 maggio, per celebrare la ricorrenza e approfondire il tema della geotermia sostenibile: un convegno a Pisa e una visita organizzata a Larderello.

Il doppio appuntamento sottolinea l’importanza di coniugare lo sguardo al passato e quello al futuro. Un modo per ricordare degnamente l’impresa pionieristica di Larderel ma anche per promuovere l’ulteriore sviluppo della geotermia: due secoli di storia e un futuro di sostenibilità.