Il sole dell’Enel e i sette nuovi pianeti

Il sole dell’Enel e i sette nuovi pianeti

L’osservatorio di La Silla, nel nord del Cile, protagonista della clamorosa scoperta, è alimentato da un impianto fotovoltaico di Enel Green Power, inaugurato nel settembre scorso. Che utilizza un mix di tecnologie di ultima generazione

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Trappista del Sud, Trappist-South, è il nome dell’occhio che per la prima volta ha visto quello che nessuno aveva mai visto. Sette pianeti di dimensioni simili alla Terra, ad appena 40 anni luce da noi e, soprattutto, potenzialmente abitabili.

L’occhio del telescopio Trappist-South si trova all’Osservatorio La Silla, nel nord del Cile, che dall’anno scorso è alimentato dall’impianto fotovoltaico di Enel Green Power.

Grazie all’Enel c’è quindi l’energia del nostro sole dietro la clamorosa scoperta di un sistema extrasolare simile al nostro. Sette pianeti che orbitano attorno alla stella madre Trappist-1, tre dei quali potrebbero ospitare oceani in superficie, cioè l’acqua, cioè la vita. Un sistema che contiene il maggior numero di pianeti di dimensione terrestre trovato finora e il più grande numero di mondi che possano sostenere acqua liquida in superficie.

La stella Trappist-1 prende il nome dal telescopio che si trova nell’osservatorio andino e con cui gli astrofisici dell’Università di Liegi l’hanno scoperta, dandole il nome della più amata delle birre belghe. L’osservatorio di La Silla, che ha collaborato con l’osservatorio Spitzer della Nasa, è gestito dall'ESO (European Southern Observatory), un’organizzazione internazionale per la ricerca astronomica nell'emisfero australe, che utilizza diversi osservatori in Cile.

Quello di La Silla è il primo di livello mondiale ad avere ricevuto una certificazione ISO 9001 e che utilizza energia green.

 

"Questo nuovo impianto darà un contributo significativo agli sforzi decisi dall’ESO di massimizzare l’uso sostenibile delle risorse nelle sue strutture. Il fatto che l’osservatorio astronomico riceva l’energia necessaria per il funzionamento direttamente dalla luce del Sole è particolarmente appropriato e sono lieto di ringraziare tutte le persone coinvolte per aver portato a compimento questo progetto"
Tim de Zeeuw, direttore generale dell’ESO

 

L’inaugurazione dell’impianto fotovoltaico di Enel Green Power Chile è del settembre scorso. L’osservatorio de La Silla si trova in una zona montuosa, Cerro La Silla, a 2.400 metri sul livello del mare, a 600 chilometri a nord di Santiago, non lontano dalla città di La Higuerra, nella regione di Coquimbo. Qui l’Eso ha costruito il suo primo osservatorio nel 1964. L’impianto può generare circa 4,75 GWh all’anno di elettricità, pari al fabbisogno energetico di quasi 2.000 famiglie e a più del 50 per cento dei consumi annuali dell’osservatorio. L'energia fotovoltaica prodotta a La Silla evita l’emissione in atmosfera di oltre 2.000 tonnellate di CO2.

Enel ha investito circa 3,4 milioni di dollari per la realizzazione dell’impianto che utilizza un mix di tecnologie di ultima generazione, con pannelli fotovoltaici bifacciali e smart. L'impianto è il primo a energia solare di taglia industriale a combinare le due tecnologie e a testarne le performance. I moduli smart sono dotati di microchip per ottimizzare la produzione di ogni pannello. In questo modo è sempre possibile immettere energia nella rete anche in caso di anomalie. I moduli convenzionali, infatti, in caso di malfunzionamento possono influenzare la produzione dell'intero impianto. Quelli bifacciali catturano l’energia solare anche sul lato non esposto direttamente ai raggi del Sole, sfruttando il riflesso della luce. Per farlo vengono installati con un’inclinazione generalmente di 45 gradi che, in zone aride e polverose, contribuisce a ridurre l'accumulo di sabbia e sporcizia sulla superficie dei moduli. L'utilizzo di queste tecnologie innovative consente di incrementare la potenza di generazione tra il 5 e il 10 per cento rispetto a un tradizionale impianto fotovoltaico della stessa taglia.

 

"Siamo molto soddisfatti dell’entrata in esercizio di La Silla, un impianto che rappresenta un esempio di eccellenza tecnologica unendo innovazione e sostenibilità e che, in linea con la strategia Open Power di Enel volta ad aprirsi a nuovi clienti, utilizzi e partnership, sarà al servizio del progresso scientifico oltre che dell’industria elettrica, dando energia a un importante centro di ricerca astronomico"
Salvatore Bernabei, responsabile America Latina della divisione Globale Energie Rinnovabili di Enel
 

L'osservatorio di La Silla è dotato di diversi telescopi ottici con diametro dello specchio fino a 3,6 metri. Oltre a La Silla, ESO possiede l’osservatorio Paranal, che ospita il Very Large Telescope (VLT). A circa 20 chilometri da Paranal, sulla cima di Cerro Armazones, ESO sta costruendo lo European Extremely Large Telescope (E-ELT), un telescopio da 39 metri di diametro. ESO inoltre gestisce il telescopio APEX, situato ad un’altitudine di 5.000 metri, sull’altipiano di Chajnantor, a circa 50 chilometri da San Pedro de Atacama. Infine ESO collabora con ALMA, il più grande osservatorio radio astronomico del mondo.

Enel, attraverso la sua controllata EGPC, gestisce attualmente un portafoglio di impianti in Cile con una capacità installata complessiva di oltre 1 GW, di cui 452 MW di eolico, 492 MW di solare e 92 MW di idroelettrico. Inoltre, EGPC attualmente ha 150 MW di progetti in esecuzione che, una volta completati, porteranno la capacità totale installata della società in Cile a quasi 1.200 MW. Tra questi progetti Cerro Pabellón che avrà una capacità installata lorda di 48 MW e sarà il primo impianto geotermico del Sud America.

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