La digitalizzazione globale dell'energia

La digitalizzazione globale dell'energia

La digitalizzazione è un tema cruciale per l’energia. Se ne è parlato al Forum di San Pietroburgo, con la partecipazione del CEO di Enel Starace oltre che del presidente russo Putin, di quello francese Macron e di altre personalità di spicco

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La digitalizzazione non è più una scelta: è una necessità. Si tratta solo di stabilire la sua velocità di diffusione. Il messaggio arriva, forte e chiaro, dal Saint Petersburg International Economic Forum (SPIEF), dal 1997 uno degli eventi di rilievo mondiale per l’economia e la geopolitica.

All’edizione del 2018, che si è tenuta dal 24 al 26 maggio, hanno preso parte fra gli altri il presidente russo Vladimir Putin, il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro giapponese Shinzo Abe e il vicepresidente cinese Wang Qishan: riuniti su uno stesso palco, insieme al Managing Director del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde, c’erano i rappresentanti di quasi un quarto della popolazione mondiale e un terzo del Pil.

E proprio il presidente russo, facendo gli onori di casa, ha dichiarato che lo sviluppo digitale è una delle priorità per il suo Paese. Secondo Putin, inoltre, la digitalizzazione, insieme alle altre innovazioni tecnologiche, può contribuire a uno sviluppo armonico nelle varie nazioni e nel mondo in generale. Se l’economia è globalizzata, le spinte tecnologiche come la digitalizzazione lo sono ancora di più.

 

Energia digitale

La digitalizzazione coinvolge tutti gli ambiti economici e industriali, e in particolare quello dell’energia: un settore fondamentale per la Russia, al quale sono stati dedicati diversi approfondimenti nella tre giorni pietroburghese.

La convergenza di questi due grandi temi è stata al centro di una tavola rotonda intitolata “Digitalization and Future Energy Systems”, in cui è intervenuto fra gli altri il CEO di Enel Francesco Starace. Il moderatore Christoph Frei, segretario generale e CEO del World Energy Council, ha ricordato in apertura che la digitalizzazione è una delle tre linee di forza del cambiamento nel settore dell’energia, insieme a decarbonizzazione e decentralizzazione: tre aspetti ugualmente fondamentali e soprattutto interconnessi fra loro.

Tutti i partecipanti hanno riconosciuto i numerosi vantaggi della digitalizzazione nell’energia, sia per i clienti sia per gli operatori: efficienza, migliore qualità del servizio, risparmi economici, riduzione delle perdite commerciali e dei furti di elettricità, oltre al nuovo ruolo attivo dei clienti.

Starace, sulla base dell’esperienza pionieristica di Enel nella diffusione dei contatori elettronici, ha spiegato anche l’ordine cronologico in cui questi benefici si presentano: innanzitutto i vantaggi economici derivanti dall’integrazione della lettura del contatore con il processo di fatturazione; in un secondo momento la riduzione delle perdite tecniche e non tecniche, poi il miglioramento nei calcoli sul bilanciamento energetico e nella resilienza della rete, uno degli aspetti più promettenti.

Una volta che la rete è stata digitalizzata, infatti, si dimostra flessibile e in grado di fornire anche servizi per i quali non era stata pensata: per esempio l’integrazione delle fonti rinnovabili e il cambiamento nella gestione della rete, diretta non più solo dall’alto in basso, cioè dal fornitore all’utente, ma anche dal basso in alto e orizzontalmente. Infine, con gli smart meter di seconda generazione, sono possibili ulteriori funzionalità, come per esempio la possibilità di regolare i consumi energetici in base ai prezzi dell’elettricità in tempo reale.

 

L’esperienza di Enel, un modello da seguire

Starace ha poi riassunto la storia del nostro Gruppo in questo settore: la digitalizzazione è stata completata in Italia da 15 anni, e in soli tre anni è arrivato il ritorno dell’investimento; abbiamo appena terminato un percorso analogo in Spagna e già pensiamo alle prossime tappe, a partire da Romania e Cile.

L’esperienza ci ha insegnato che ormai si tratta di un’operazione relativamente economica, le cui uniche difficoltà sono quelle iniziali, legate alle incertezze da parte degli enti regolatori. Una volta avviato il progetto, basta la volontà di portarlo avanti con rigore e disciplina, tenendo presenti due necessità: aggiornare le infrastrutture per i dati salvandoli in cloud e cambiare i processi di backoffice per gestire quantità enormi di dati.

L’esempio di Enel è stato citato come modello da Pavel Livinsky, direttore generale di Rosseti, l’operatore delle reti energetiche in Russia, che si è detto ottimista sul futuro della digitalizzazione nelle reti elettriche proprio sulla base dell’esperienza di Enel. E questo è, oltre che un riconoscimento dei nostri meriti storici e tecnologici, anche un modo per confermare come la digitalizzazione non abbia più frontiere, come sia cioè pienamente globalizzata.

 

Nuovo accordo per Enel in Russia

La partecipazione all’incontro di San Pietroburgo è stata l’occasione per il nostro CEO di firmare un accordo di partnership fra Enel e la società ferroviaria russa RZhD, per lo sviluppo congiunto di sistemi di accumulo energetico innovativi da installare lungo la rete ferroviaria del Paese.

Per le ferrovie russe l’obiettivo è stabilizzare la rete elettrica, migliorare la gestione dei treni ed evitare costose ristrutturazioni. Per Enel l’accordo è un modo per perfezionare un’ulteriore tecnologia per l’accumulo dell’energia (un fattore, questo, sempre più cruciale nella gestione delle reti), ma anche un mezzo per rafforzare con un nuovo tassello la nostra presenza in Russia: un Paese in cui stiamo ristrutturando le nostre attività, puntando anche qui sui servizi energetici innovativi e sulla transizione verso le rinnovabili. Portare le nostre innovazioni nei più importanti mercati mondiali in cui siamo attivi fa parte del nostro modo di contribuire alla globalizzazione tecnologica.

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