Il secolo dell’elettricità

Il secolo dell’elettricità

L’elettricità è l’energia del futuro: favorisce non solo la sostenibilità, ma anche l’innovazione tecnologica e quindi la crescita economica. Il rapporto “Electrify 2030” delinea gli scenari nel prossimo futuro per l’Europa e l’Italia in particolare.

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“Il XXI secolo si preannuncia più che mai come il secolo dell’elettricità”. È questa la convinzione di una delle più autorevoli personalità nel campo dell’energia, Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale per l’energia.

Se il carbone è stato il simbolo dell’industria nell’Ottocento e il petrolio nel Novecento, il nuovo secolo si è aperto con una nuova speranza di sostenibilità: l’elettricità può rendere il nostro pianeta più vivibile, favorendo allo stesso tempo lo sviluppo economico. Anche perché sarà un’elettricità sempre più pulita ed efficiente. È il quadro delineato nel rapporto “Electrify 2030”, realizzato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Enel X e Fondazione Centro Studi Enel in qualità di partner scientifico.

Lo studio analizza gli scenari dell’elettricità nel prossimo futuro e gli effetti non solo sul sistema energetico ma anche sull’economia e la società, per quanto riguarda l’Europa e l’Italia.

 

L’elettricità è l’energia del futuro

I risultati della ricerca mostrano un andamento nettamente positivo per l’elettricità: fra il 1990 e il 2016 la quota di consumi elettrici sul totale dei consumi energetici finali in Europa è aumentata dal 17% al 22%; analogo il dato italiano (dal 17% al 21%). E per il prossimo futuro le previsioni indicano un ulteriore incremento: la percentuale europea sarà compresa a seconda degli scenari fra il 25% e il 31%, e quella italiana fra il 24% e il 30%.

Fra i benefici di una maggiore elettrificazione, il più importante a livello ambientale è senz’altro la riduzione delle emissioni di gas serra: grazie alla rapida diffusione delle fonti pulite, oggi la maggior parte dei Paesi europei libera nell’atmosfera meno di 600 tonnellate di anidride carbonica per ogni GWh di elettricità prodotta (soglia sotto la quale la generazione di elettricità è considerata sostenibile per l’ambiente): 62 tonnellate in Francia, 229 in Italia, 304 in Spagna, 388 nel Regno Unito e 425 in Germania. 

“A fronte di una generazione sempre più rinnovabile, la progressiva penetrazione del vettore elettrico permetterà non solo di decarbonizzare i settori più inquinanti dell’economia, ma anche di utilizzare al meglio le risorse a nostra disposizione”

Francesco Starace, CEO e Direttore generale di Enel

Oltre ai gas serra, che impattano sul clima globale, l’uso dell’elettricità da fonti rinnovabili al posto dei combustibili fossili riduce anche l’inquinamento atmosferico a livello locale, in particolare nelle aree urbane, a vantaggio della qualità della vita e, soprattutto, della salute della popolazione.

Dal punto di vista del sistema energetico, l’elettricità favorisce la resilienza, cioè la capacità di adattamento di fronte a eventi improvvisi e traumatici (come per esempio una crisi petrolifera). E questo vale in particolare per i Paesi, come quelli europei, caratterizzati da un’elevata dipendenza dalle importazioni in campo energetico. Resilienza significa quindi anche una maggiore sicurezza energetica.

Infine, le reti elettriche si prestano perfettamente alla digitalizzazione, uno strumento che consente non solo una maggiore efficienza con meno sprechi, ma anche una gestione integrata dei consumi, con la possibilità di bilanciare meglio il sistema energetico in tempo reale.

 

Gli ambiti dell’elettrificazione

Il rapporto individua alcuni settori particolarmente promettenti dal punto di vista dell’efficienza energetica. Nei trasporti, per esempio, il motore elettrico, con un’efficienza maggiore del 40% rispetto ai tradizionali motori a combustione, è la soluzione più indicata per una mobilità sostenibile. In Europa il mercato delle auto elettriche cresce con un tasso medio del 68,7% all’anno, e quello delle due ruote è ancora più rapido (+233% dal 2011 al 2017); inoltre molte città stanno introducendo gli autobus elettrici.

In Italia, quartier generale del nostro Gruppo, l’elettrificazione dei trasporti si attesta al 2%, ma per il 2030 si stima un dato compreso tra il 5% e l’8%. L’e-mobility, infatti, è in fase di decollo, e nel 2030 le strade italiane saranno percorse da veicoli elettrici di ogni tipo: tra i 2 e i 9 milioni di automobili (a seconda degli scenari) mentre i veicoli a due ruote saranno tra i 240mila e 1,6 milioni e gli autobus tra i 3.307 e i 10.188.

Per quanto riguarda il settore del riscaldamento e del condizionamento, le pompe di calore ad alimentazione elettrica assicurano un’efficienza maggiore del 50% rispetto agli impianti convenzionali come le caldaie a condensazione. Sempre in ambito residenziale, i sistemi avanzati come gli Energy Management Systems garantiscono guadagni di efficienza per circa il 16% negli edifici e per il 14%-17% nei sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento.

“Il peso crescente dell’elettricità, associato all’ampliamento della quota di energia solare ed eolica, determina opportunità significative, tra cui il passaggio all’elettrico nel trasporto di persone e nel riscaldamento degli edifici, ambiti rispettivamente dominati, allo stato attuale, da petrolio e gas”

Fatih Birol, direttore esecutivo IEA

L’efficienza può aumentare in modo significativo grazie all’uso di tecnologie innovative: il 73% nell’elettronica con i dispositivi che usano semiconduttori come carburo di silicio o nitruro di gallio, il 12% nei sistemi di accumulo con le batterie agli ioni di litio e fino all’80-85% nell’illuminazione con le luci a LED.

 

Innovazione e crescita economica

Uno degli aspetti su cui il rapporto Ambrosetti si concentra di più è quello economico, con particolare attenzione al panorama italiano: l’elettrificazione è uno stimolo continuo all’innovazione, e quindi allo sviluppo industriale ad alto contenuto tecnologico, con le sue forti ricadute sull’occupazione.

Già oggi le tecnologie di elettrificazione interessano in Italia circa 17.000 imprese nel solo settore manifatturiero, con oltre 320.000 dipendenti e un fatturato totale pari a circa 80 miliardi di euro.

Il settore più rilevante è quello dei trasporti: considerando le filiere coinvolte direttamente e indirettamente le imprese italiane potenzialmente interessate all’e-mobility sono circa 160.000, con oltre 820.000 occupati e un fatturato di oltre 420 miliardi di euro.

Importanti anche le cifre riguardanti le pompe di calore, le lampade a LED, i sistemi di accumulo e le trasmissioni elettriche: complessivamente, le quattro tecnologie sono in grado di arrivare a generare nel 2030 un fatturato compreso tra i 135 e i 326,5 miliardi di euro.

 

Come ottimizzare i benefici

Per valorizzare al massimo il potenziale dell’elettrificazione e coglierne tutti i benefici occorre un’azione strategica integrata a più livelli. Con il supporto scientifico della Fondazione Centro Studi Enel, gli scenari elaborati e i risultati ottenuti dalle analisi hanno permesso di formulare raccomandazioni e delineare in particolare le aree di intervento prioritarie per l’Italia.

La diffusione su larga scala della mobilità elettrica richiede innanzitutto la creazione di una visione strategica a livello nazionale e locale e il potenziamento del processo di installazione di punti di ricarica eliminando tutti i fattori di blocco normativi e regolamentari, mentre per ottimizzare l’efficienza energetica è utile dare continuità ai meccanismi incentivanti e diffondere la consapevolezza dei benefici dell’efficienza energetica.

Per rilanciare la ricerca serviranno programmi nazionali in favore delle tecnologie elettriche di frontiera, e per ottimizzarne le applicazioni industriali sarà necessario rafforzare la collaborazione fra gli istituti di ricerca e le aziende; per questo è opportuno istituire un Laboratorio per il trasferimento tecnologico concentrato sulle tecnologie di elettrificazione. Per tutti questi aspetti è fondamentale il ruolo del Gestore del Sistema di Distribuzione che può sostenere lo sviluppo tecnologico e gli investimenti necessari per l’integrazione sempre crescente di rinnovabili, la diffusione di una estesa rete di infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici e una maggiore quota di elettricità sul consumo energetico finale.

Infine, è indispensabile un’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei decisori politici sui benefici dell’elettrificazione: il secolo dell’elettricità ha bisogno del contributo di tutti.

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