A Boston, nel cuore dell’innovazione

A Boston, nel cuore dell’innovazione

Il 7 maggio abbiamo inaugurato il nostro decimo Innovation Hub: sarà ospitato all’interno del più grande incubatore degli Stati Uniti dedicato alle tecnologie cleantech, in uno degli ecosistemi più creativi al mondo

Larry Bird recupera la palla a metà campo. Con tre balzi è sotto canestro, si smarca da due difensori della squadra avversaria e segna con una schiacciata che fa tremare il tabellone. Ma un momento: cosa c’entra Larry Bird – il numero 33 dei Boston Celtics, uno dei migliori tiratori della storia dell’Nba – con il nuovo Enel Innovation Hub?

L’ha spiegato Ernesto Ciorra, Direttore Innovability del nostro Gruppo, durante l’evento che ha preceduto, lo scorso 7 maggio, il taglio del nastro dell’Innovation Hub di Boston ospitato all’interno del Greentown Labs, il più grande incubatore degli Stati Uniti dedicato alle tecnologie cleantech che ha già supportato più di 170 società nella loro crescita. “Fin da piccolo ho ammirato Larry Bird, - ha detto Ciorra - perché era un grande giocatore e perché era il protagonista di un videogioco che mi piaceva molto. Ma anche perché aveva detto una frase che mi aveva colpito: non è importante chi segna il punto, è importante chi passa la palla a colui che segna”. In altre parole, il gioco di squadra è fondamentale per vincere, ed è proprio con questo spirito che nasce il nuovo Innovation Hub, il decimo di un network globale che spazia dalla Russia a Israele, all’Europa e al continente americano, e il cui scopo è attirare dall’esterno quei talenti che possano contribuire all’innovazione tecnologica del nostro Gruppo e renderlo sempre più all’avanguardia e competitivo sul mercato mondiale. Il segreto per andare a canestro: aprirsi alle startup, alle università, ai centri di ricerca e alle idee vincenti in genere, ovunque queste si trovino.

 

La creatività di Boston

Per fare questo, secondo Emily Reichert, CEO di Greentown Labs, Boston è uno dei posti migliori al mondo. “Se fossi una grande azienda come Enel è proprio qui che verrei - spiega - perché c’è un ecosistema di startup tecnologiche incredibilmente creativo e in continuo fermento. Boston ha una lunga tradizione in questo campo, a partire dal Massachusetts Institute of Technology, e la filosofia più diffusa in città è che ci piace cimentarci coi problemi tecnologici e risolverli. Anzi, più complessi sono meglio è. E nessuno lo fa per soldi, è piuttosto una questione personale: non dormiamo tranquilli finché non ne siamo venuti a capo”.

Quando si tratta di sfide tecnologiche, il nostro Gruppo ne ha moltissime da lanciare agli startupper bostoniani. E ha cominciato a farlo proprio Ciorra dal palco del Greentown Labs. “In Enel abbiamo un grande sogno che è di portare l’elettricità a quel miliardo di persone che al mondo ne sono ancora prive. Possiamo farlo da soli? Certo che no. Non siamo così orgogliosi da pensare che possiamo fare tutto da soli. Anzi, dobbiamo essere umili.” Ecco, ha proseguito Ciorra, il senso del network degli Innovation Hub: “Abbiamo bisogno di qualcuno che arrivi da fuori, che non conosca il settore dell’energia bene quanto noi, o che magari non lo conosca affatto, e che proprio per questo possa avere idee molto più creative. Nel settore energetico noi siamo Larry Bird, ma ci serve sempre qualcuno che ci passi la palla”.

 

Un nuovo rapporto con le startup

È il nostro approccio all’innovazione aperta, in cui gli hub sono i punti di contatto col mondo delle startup: tramite questi, negli ultimi tre anni (dall’inaugurazione dell’hub a Tel Aviv) è stato possibile valutare più di cinquecento startup, avviare una collaborazione con oltre duecento, e applicare già cinquanta soluzioni innovative al nostro business a livello globale.

Innovativa è anche la formula con cui viene stretto un accordo di collaborazione: “Enel non è un fondo di venture capital, non è interessata ad acquisire le quote di una startup” ha spiegato Luca Seletto, che si occuperà di guidare l’Innovation Hub di Boston. “A noi interessa piuttosto sviluppare un prodotto innovativo insieme con una startup, o collaborare per adattarne uno già esistente alle nostre esigenze, per poi diventarne i primi acquirenti e applicarlo su scala industriale”.

 

Più flessibilità e creatività per i nuovi servizi

A indirizzare altre sfide agli startupper, dal palco di Boston, è stato Francesco Venturini, CEO di Enel X, dopo aver ricordato che un Gruppo con 73 milioni di utenti finali, che quindi fornisce elettricità a circa mezzo miliardo di persone nel mondo attraverso 2,2 milioni di chilometri di reti, fa moltissime cose, e ha moltissime esigenze. “Noi non produciamo soltanto energia, e molto di ciò che produciamo non ha a che fare con l’energia. Il nostro business ha bisogno di sempre maggiore flessibilità e creatività. Considerati tutti gli asset che abbiamo nel mondo, la domanda è: come possiamo aggiungervi valore facendo in modo che producano nuovi servizi?” Un esempio, ha detto Venturini, è quello della Colombia, dove soltanto la metà dei cittadini possiede un conto corrente bancario e, dunque, ha la possibilità di usare una carta di credito; oggi però può usarla anche la restante metà, alla quale Enel, che già forniva l’energia, oggi offre anche i servizi finanziari.

Venturini ha proseguito ricordando i megatrend che influenzeranno il settore energetico in un futuro non lontano, in particolare l’urbanizzazione, la decarbonizzazione, l’aumento della domanda energetica e la digitalizzazione. “Enel X sta lavorando su questi megatrend, per offrire prodotti e servizi tecnologici innovativi per l’industria, per le smart city, per la e-home e la mobilità elettrica. Ogni idea che ci permetta di essere sempre più all’avanguardia in questi settori è benvenuta”.

“È raro vedere un’azienda con un approccio all’innovazione così visionario, e in fondo rivoluzionario” ha detto Federica Sereni, il console d’Italia a Boston durante l’inaugurazione dell’Hub. “Da cittadina italiana ne sono anche fiera. L’Italia è industria, ingegneria, tecnologia di alto livello e creatività. Oggi, negli Stati Uniti, Enel rappresenta non solo ciò che potrà essere in futuro l’energia, ma ciò che potrà essere l’Italia intera”. 

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