Giornata internazionale delle donne nella scienza: la parità di genere è ancora lontana 130 anni

Giornata internazionale delle donne nella scienza: la parità di genere è ancora lontana 130 anni

Una maggiore partecipazione femminile in ambito scientifico si traduce in un vantaggio per tutta la società. Enel crede nella parità di genere e agisce, in tutti i Paesi in cui è presente, per promuovere numerose iniziative che culminano l’11 febbraio nella Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza.

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2154 l’anno della parità. Non è il titolo di un film di fantascienza: è la desolante previsione del Global Gender Gap Index del 2023 del World Economic Forum (WEF) sul raggiungimento della parità di genere nel mondo.

Al 2154 mancano 130 anni: tanti quanti ne sono passati dal 1894, quando il cinema non esisteva, Alfred Nobel non aveva ancora istituito il premio che porta il suo nome e il barone de Coubertin pensava a organizzare le prime Olimpiadi. Insomma, un’eternità. È chiaro che occorre fare qualcosa per accelerare il percorso e anticipare il più possibile la data del traguardo.

 

Le donne nella scienza, un divario preoccupante

Il campo in cui il divario fra uomini e donne è più preoccupante è quello scientifico e tecnologico: è il settore che più ci sta proiettando verso il futuro, eppure, paradossalmente, è uno dei più refrattari al progresso, almeno per quanto riguarda la parità di genere.

Come indica il rapporto del WEF, infatti, le donne costituiscono solo il 29,2% della forza lavoro nelle professioni STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), contro il 49,3% degli altri ambiti. Non solo: la percentuale scende al 25,5% per i ruoli manageriali e al 12,4% per quelli apicali.

Questi dati mostrano una realtà che non solo penalizza le donne per quanto riguarda la carriera, ma pesa sul divario economico generale, se si considera l’alto valore aggiunto delle competenze scientifiche e tecnologiche.

Una maggiore presenza femminile nelle facoltà scientifiche e nelle professioni STEM sarebbe un beneficio per l’economia in generale: come dimostra uno studio dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE).

C’è di più: il contributo delle donne, con percezioni e punti di vista diversi rispetto agli uomini, arricchisce la varietà della ricerca scientifica e tecnologica, stimolando l’innovazione e quindi in definitiva il progresso e la crescita della società. A maggior ragione, dunque, è importante che le donne entrino in modo più deciso nel mondo STEM.

 

La giornata delle donne nella scienza: perché è così importante?

Per tutti questi motivi, nel 2015, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, che si celebra ogni anno l’11 febbraio: un modo per ricordare il loro apporto decisivo in ambito scientifico e tecnologico, e soprattutto per favorirne una maggiore partecipazione. La ricorrenza rientra nel quadro dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDG), e in particolare nell’SDG #5 (Parità di genere).

Come sottolinea l’ONU c’è una reale necessità di “garantire e rafforzare un accesso e una partecipazione completa ed equa alle donne e ragazze di tutte le età al mondo della scienza, della tecnologia e dell’innovazione. Sono imperativi per raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile ma anche per favorire uno sviluppo più sostenibile”.

 

L’inclusione delle donne nell’ambito STEM: cosa fa Enel

Enel è un’azienda tecnologico-industriale, e dunque con una forte componente STEM; per questa natura, abbiamo il dovere e l’interesse di essere tra le prime a dare il buon esempio facendo la nostra parte. Noi viviamo letteralmente nella diversità: siamo un’azienda con circa 61.000 persone di tante nazionalità, culture, orientamenti, età, abilità anche caratteriali. I nostri team possono essere molto eterogenei al proprio interno: è importante che abbiano strumenti culturali per trarre da questa diversità risultati sempre migliori. Da questo bagaglio di esperienza deriva la nostra consapevolezza del valore aggiunto che la partecipazione femminile può apportare in termini di innovazione tecnologica.

Per questo favoriamo l’inserimento delle donne negli ambiti lavorativi scientifici e tecnologici all’interno del nostro Gruppo: un impegno che si traduce in fatti, come evidenziato dai numeri, visto che, dal 2021 a oggi, la loro percentuale è salita dal 18% al 21%. Nella nostra azienda è ormai una consuetudine incontrare donne in ruoli considerati un tempo tipicamente maschili, sia operativi (per esempio come tecnici di rete) sia di responsabilità, a tutti i livelli, incluso naturalmente quelli manageriali.

Nel 2016 inoltre abbiamo aderito a Equalby30, campagna internazionale per promuovere la parità di genere in termini salariali, di leadership e di opportunità nel settore dell’energia pulita entro il 2030. Nello stesso anno abbiamo lanciato il progetto Girls Go Tech, per far avvicinare le studentesse alla scienza – e in particolare alle tecnologie digitali – in modo divertente e appassionante.

 

Le professioniste affermate, esempio per ragazze e ragazzi

Più recente, ma di grande successo, il progetto Back to School, partito nel 2022 dall’Italia e poi diffuso in altri Paesi con lo scopo di sensibilizzare i giovani sul valore della formazione tecnico-scientifica e contrastare gli stereotipi di genere. Il 2023 ha visto il coinvolgimento – in Italia e in Spagna - di studentesse non soltanto delle scuole secondarie ma anche di quelle primarie con format che si sono integrati a quello di Back to School, basati su incontri direttamente nelle classi con nostre professioniste che - in qualità di Role Model – hanno avuto il compito di ispirare e far accendere la scintilla verso le STEM.

Nell’ambito dell’iniziativa abbiamo lanciato un contest per studentesse che prevede, per le vincitrici, un contributo economico a copertura delle tasse universitarie per il primo anno di iscrizione a una facoltà STEM. Il progetto è stato premiato da Radar Academy, la Business School di Radar Consulting Italia, come “Company for Generation Z” 2023.

Sono momenti importanti per le studentesse, che ascoltando l’esperienza delle professioniste di successo possono sviluppare empatia nei loro confronti, desiderio di emulazione e fiducia di potercela fare a loro volta. Ma sono momenti importanti anche per le testimonial stesse, che attraverso la narrazione riempiono di un senso nuovo il proprio vissuto personale e professionale: la consapevolezza di poter dare un esempio e uno stimolo alle loro colleghe più giovani. Lo confermano alcune loro testimonianze.

Daniela Calarco, responsabile di Asset Management Agreement & New Life Program per EGP e TGX, è laureata in ingegneria ambientale e ha due master, uno in Ingegneria marittima e gestione delle coste e l’altro in Strategic and Innovative O&M Management. Partecipare al progetto l’ha decisamente entusiasmata: “Ogni incontro è sempre diverso ma sempre assolutamente emozionante. Sono prima di tutto gli sguardi a parlare: diffidenti, curiosi, sorpresi, fiduciosi”, racconta. Così come è bella alla fine la reazione tutti, anche dei ragazzi: “È capitato che un paio di ragazze mi abbiamo guardato per cercare la conferma che ce la potessero fare, e poi a fine evento si siano avvicinate e mi abbiano ringraziato. Mi è capitato che anche dei ragazzi mi abbiano ringraziata, ed è stato bello perché mi ha fatto sperare di aver centrato davvero l’obiettivo”.

Per Elisabetta Canavesio, ingegnera elettrotecnica, responsabile dell’Area Operativa Nord Ovest di Open Meter Deployment, la partecipazione al progetto è stata “un’esperienza bellissima sia dal punto di vista personale sia professionale per noi donne STEM, più orientate a gestire problemi tecnici e organizzativi, sempre alla ricerca di efficienza ed efficacia, che non a questioni educative o a favorire relazioni sociali”. Ma soprattutto, è stata la possibilità di avere un impatto positivo: “Molte ragazze e molti ragazzi non hanno modelli da seguire, vivono in un periodo storico di grande incertezza, a volte sono disillusi, pensano che solo chi conosce qualcuno arriva in alto nella vita… e allora perché non portare la mia esperienza al loro servizio?”.

Estefania De Osma Ramirez, Senior Developer, dell’area Sud-Est di Enel Green Power, ha partecipato al progetto in Spagna. Per lei una forte motivazione veniva anche da una vicenda personale non proprio positiva: “L’ingegnere che avevo come esempio mi aveva scoraggiato dal perseguire quella strada, dal momento che ingegneria ‘non era adatta a una donna’. L’impatto di quell’affermazione ha creato in me una reazione nella direzione opposta, e ho acquisito la forza per dimostrare a me stessa e agli altri che potevo fare questo e molto altro ancora”. Ora ha due lauree tecniche (ingegnere tecnico industriale e ingegnere superiore in organizzazione industriale) e può essere di esempio ai giovani coinvolti nel progetto: “Erano molto ricettivi, gli piaceva molto vedere esempi di casi reali di situazioni lavorative dopo gli studi, così li ho aiutati a conoscere cosa viene dopo aver studiato una facoltà tecnica”.

“Tutti noi possiamo fare la nostra parte per liberare un talento inespresso nel nostro mondo, riempiendo le aule, i laboratori e le sale dei consigli di amministrazione di donne scienziate”, è il messaggio del segretario generale dell’ONU António Guterres.

È così che il nostro impegno non intende limitarsi a un giorno all’anno: siamo coscienti che occorre lavorare con costanza e continuità, se vogliamo che la parità diventi realtà in un futuro prossimo e non fantascientifico.