Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi

Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (il “SCIGR”) è quell'insieme di regole, procedure e strutture organizzative volto a consentire l'identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio dei principali rischi aziendali nell'ambito del Gruppo.

In particolare, il SCIGR concorre ad assicurare la salvaguardia del patrimonio sociale, l'efficienza e l'efficacia dei processi aziendali, l'affidabilità dell'informazione finanziaria, il rispetto di leggi e regolamenti nonché dello statuto sociale e delle procedure interne.

Il SCIGR riveste, dunque, un ruolo centrale nell'organizzazione aziendale, contribuendo all'adozione di decisioni consapevoli e coerenti con la propensione al rischio, nonché alla diffusione di una corretta conoscenza dei rischi, della legalità e dei valori aziendali. In particolare, sono coinvolti nel SCIGR i seguenti soggetti: Consiglio di AmministrazioneComitato Controllo e RischiPresidente del Consiglio di Amministrazione, Amministratore incaricato SCIGR, Collegio sindacale, Responsabile funzione audit, Controlli di secondo livello, Dirigente preposto, Organismo vigilanza, Dipendenti.

Introduzione

Questo codice esprime gli impegni e le responsabilità etiche nella conduzione degli affari e delle attività aziendali assunti dai collaboratori di Enel S.p.A. e delle Società da essa controllate, siano essi amministratori o dipendenti in ogni accezione di tali imprese.
Enel aspira a mantenere e sviluppare il rapporto di fiducia con i suoi stakeholder, cioè con quelle categorie di individui, gruppi o istituzioni il cui apporto è richiesto per realizzare la missione di Enel o che hanno comunque un interesse in gioco nel suo perseguimento. Sono stakeholder coloro che compiono investimenti connessi alle attività di Enel, in primo luogo gli azionisti e, quindi, i collaboratori, i clienti, i fornitori e i partner d'affari. In senso allargato sono inoltre stakeholder tutti quei singoli o gruppi, nonché le organizzazioni e istituzioni che li rappresentano, i cui interessi sono influenzati dagli effetti diretti e indiretti delle attività di Enel: rientrano in quest'ambito le comunità locali e nazionali in cui Enel opera, le associazioni ambientaliste, le generazioni future, ecc..

Comportamenti non etici

Nella condotta degli affari i comportamenti non etici compromettono il rapporto di fiducia tra Enel e i suoi stakeholder. Non sono etici, e favoriscono l'assunzione di atteggiamenti ostili nei confronti dell'impresa, i comportamenti di chiunque, singolo o organizzazione, cerchi di appropriarsi dei benefici della collaborazione altrui, sfruttando posizioni di forza.

Il valore della reputazione e dei doveri fiduciari

La buona reputazione è una risorsa immateriale essenziale. La buona reputazione all'esterno favorisce gli investimenti degli azionisti, la fedeltà dei clienti, l'attrazione delle migliori risorse umane, la serenità dei fornitori, l'affidabilità verso i creditori. All'interno, essa contribuisce a prendere e attuare le decisioni senza frizioni e di organizzare il lavoro senza controlli burocratici ed esercizi eccessivi dell'autorità. Dato che il codice etico chiarisce i particolari doveri di Enel nei confronti degli stakeholder (doveri fiduciari), si propone la sua effettiva osservanza come termine di paragone in base al quale giudicare la reputazione di Enel. Il codice etico è pertanto costituito:

  • Dai principi generali sulle relazioni con gli stakeholder, che definiscono in modo astratto i valori di riferimento nelle attività di Enel;
  • Dai criteri di condotta verso ciascuna classe di stakeholder, che forniscono nello specifico le linee guida e le norme alle quali i collaboratori di Enel sono tenuti ad attenersi per il rispetto dei principi generali e per prevenire il rischio di comportamenti non etici;
  • Dai meccanismi di attuazione, che descrivono il sistema di controllo per l'osservanza del codice etico e per il suo continuo miglioramento.
     

Il valore della reciprocità

Questo codice è improntato ad un ideale di cooperazione in vista di un reciproco vantaggio delle parti coinvolte, nel rispetto del ruolo di ciascuno. Enel richiede perciò che ciascun stakeholder agisca nei suoi confronti secondo principi e regole ispirate ad un'analoga idea di condotta etica.

Validità e applicazione del codice

Il codice etico si applica a Enel S.p.A. e alle Società da essa controllate, ed è conseguentemente vincolante per i comportamenti di tutti i suoi collaboratori. Inoltre, Enel richiede a tutte le imprese collegate o partecipate e ai principali fornitori una condotta in linea con i principi generali del presente codice. Il codice etico ha validità sia in Italia che all'estero, pur in considerazione della diversità culturale, sociale e economica dei vari Paesi in cui Enel opera.

Gli stakeholder interni ed esterni, siano essi dipendenti o clienti, fornitori, rappresentati delle comunità, ecc., possono segnalare (pratica nota anche come whistleblowing) qui ogni violazione o sospetto di violazione, inclusi i comportamenti e le pratiche che possono arrecare un danno economico o un pregiudizio per Enel, riferibili al personale del Gruppo o a sue controparti.

(*) Nel seguito si indicheranno con "Enel", Enel S.p.A. e tutte le Società da essa controllate, direttamente e/o indirettamente.

Codice etico

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Código Ético Endesa

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Code of Ethics PJSC Enel Russia

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In linea con gli impegni dichiarati e assunti con il Codice Etico nei confronti degli stakeholder, nel corso del 2002 Enel è stata la prima società italiana a dotarsi del Modello di organizzazione e di gestione previsto dal Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, che ha introdotto un regime di responsabilità amministrativa - ma di fatto penale - a carico delle società per alcune tipologie di reati.

Il Modello di organizzazione e gestione, adottato originariamente con delibera del Consiglio di Amministrazione di Enel S.p.A. in data 23 luglio 2002, è stato nel corso del tempo aggiornato ed integrato in relazione agli interventi legislativi succedutisi negli anni, che hanno ampliato la categoria dei reati presupposto della responsabilità amministrativa ex Decreto 231/01.

Il Modello adottato da Enel è coerente nei contenuti con quanto disposto dalle linee guida elaborate in materia da associazioni di categoria, con i migliori esempi statunitensi e rappresenta un ulteriore passo verso il rigore, la trasparenza e il senso di responsabilità nei rapporti interni e con il mondo esterno, offrendo al contempo agli azionisti le migliori garanzie di una gestione efficiente e corretta.

Il Modello Enel è costituito da una “Parte Generale” e da singole “Parti Speciali” predisposte per le diverse tipologie di Reati e Illeciti da prevenire.

Ogni violazione o sospetto di violazione del Modello 231/01 e/o ogni altra informazione attinente l'attuazione del Modello può essere segnalata all'Organismo di Vigilanza di Enel SpA.

Le segnalazioni possono essere inviate in forma cartacea al seguente recapito:

Enel Spa, Funzione Audit
Organismo di Vigilanza Enel SpA
Via Dalmazia, 15
00198 Roma

Oppure via e-mail al seguente indirizzo: odv231@enel.com
 

Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2019

Parte generale Modello 231 Enel S.p.A.

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Quotidianamente Enel svolge le sue attività rispettando il Codice etico; il suo piano industriale è integrato da specifici obiettivi di responsabilità d'impresa pubblicati sul Bilancio di sostenibilità. Aderisce al Global Compact delle Nazioni Unite e assieme a circa 60 società internazionali, attive nei settori dell'energia della costruzione e dell'industria mineraria, Enel ha firmato l'adesione alla "Partnership contro la corruzione"; un'iniziativa promossa dal World Economic Forum a Davos nel gennaio 2005 che ha voluto introdurre regole del gioco uguali per tutti.

In conseguenza di ciò, il Gruppo Enel si è dotato di un piano di lotta alla corruzione: il Piano Tolleranza Zero alla Corruzione che, oltre a ribadire la necessità di rispettare i principi di onestà, trasparenza e correttezza nello svolgimento delle attività lavorative, formula anche precise misure anti-corruzione da adottare nei rapporti di lavoro con i diversi interlocutori: partner e società controllate, fornitori e consulenti, tra colleghi.
Per la stesura del Piano TZC il gruppo di studio si è avvalso delle competenze di Transparency International, facendo propri e includendo nel Piano i criteri di trasparenza messi a punto da Transparency in tema di tangenti e facilitazioni, contributi e sponsorizzazioni, omaggi e processi di acquisto.

Piano tolleranza zero alla corruzione | Zero tolerance of corruption plan

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Nel novembre 2013 il Consiglio di Amministrazione di Enel ha approvato le Linee di indirizzo del SCIGR (successivamente aggiornate nel febbraio 2015 e nel febbraio 2016), in modo che i principali rischi afferenti al Gruppo Enel risultino correttamente identificati, nonché adeguatamente misurati, gestiti e monitorati.

Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2016

Linee guida SCIGR

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Nel Febbraio 2015 il Consiglio di Amministrazione di Enel ha approvato il documento relativo al Mandato assegnato alla Funzione Audit, allineato agli standard professionali dell'Institute of Internal Auditors ed alla best practice delle società quotate, nonché ai contenuti delle Linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi del Gruppo Enel.

Mandato della funzione Audit

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L’«Enel Global Compliance Program», rivolto alle società estere del Gruppo, integra, ove esistenti, i compliance programs eventualmente adottati dalle medesime società in conformità alla normativa locale.

Ispirato al principale quadro normativo internazionale in materia, si qualifica come generale strumento di governance volto a rafforzare l’impegno etico e professionale del Gruppo a prevenire la commissione all’estero di illeciti da cui possa derivare responsabilità penale d’impresa e i connessi rischi reputazionali.

La tipologia di fattispecie trattate nell’Enel Global Compliance Program – cui si associa la previsione di standard comportamentali e di aree da monitorare in funzione preventiva – si basa su condotte illecite generalmente considerate tali nella maggior parte dei Paesi quali ad esempio i reati di corruzione, delitti contro la pubblica amministrazione, falso in bilancio, riciclaggio, reati commessi in violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, reati ambientali, etc.

In linea con il decimo principio del Global Compact, in base al quale “le imprese si impegnano a contrastare la corruzione in ogni sua forma, incluse l’estorsione e le tangenti”, Enel persegue il proprio impegno di lotta alla corruzione, in tutte le sue forme, dirette e indirette, applicando i principi declinati nei pilastri del proprio sistema di gestione anti-corruzione (Modello organizzativo e di gestione 231, Piano TZC, Codice Etico, Enel Global Compliance Program).

Tali impegni risultano confermati nell’ambito della Politica per la prevenzione della corruzione di Enel S.p.A., adottata ai sensi dello standard internazionale ISO 37001:2016 in materia di sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione. Nel 2017, infatti, il sistema di gestione anticorruzione di Enel S.p.A. ha ottenuto la certificazione di conformità ai requisiti del citato standard internazionale, confermata in occasione delle successive verifiche di mantenimento. 

Enel ha, quindi, progressivamente esteso il processo di “certificazione 37001” alle principali società controllate del Gruppo, italiane ed estere, in linea con quanto dichiarato nel Bilancio di Sostenibilità e nella Dichiarazione Consolidata di carattere non finanziario, cui si rinvia per ogni maggior dettaglio.

Politica Anticorruzione Enel

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