Una roadmap globale per le smart grids. Il caso Italia e lo scenario internazionale

Pubblicato lunedì, 12 maggio 2014

C'è una sorta di roadmap comune per la diffusione globale delle reti intelligenti. Per gli operatori del settore energetico lo sviluppo delle smart grids, in Europa come in America Latina o in Asia, passa infatti sempre da alcuni incroci obbligati. Come descritto da Jon Stromsather, responsabile Sviluppo smart grid di Enel Distribuzione, al recente Smart grid international Forum di Roma: “Lo sviluppo delle reti intelligenti affronta quattro sfide decisive a partire da standardizzazione e interoperabilità. Sono elementi fondamentali per l'abbassamento dei costi dei device e per la compatibilità dei nuovi prodotti con i vecchi. Accanto a questi due elementi è necessario sviluppare dei business case financing ma anche lavorare sul piano della diffusione della consapevolezza tra i clienti e della revisione della normativa”. 

Dalle smart grid allo smart system, il settore elettrico sta compiendo un'evoluzione nella quale tutte le diverse fasi della filiera, dalla distribuzione al consumo finale, vedono il progressivo ingresso di elementi smart che introducono 'intelligenza' a livello di sistema. Gli operatori che, come Enel, hanno svolto un compito pionieristico oggi si trovano nella condizione di first mover advantage con iniziative pilota in corso a livello globale, smart city diffuse tra Italia, Spagna, Brasile e Cile, e un orizzonte di crescita che include già le micro grid e paradigmi infrastrutturali che includono tra l'altro sistemi di stoccaggio, mobilità elettrica, soluzioni efficienti e illuminazione pubblica.

Il “caso Italia” è un riferimento internazionale. Primo Paese ha introdurre in modo diffuso, oltre dieci anni fa, il contatore elettronico con il progetto Telegestore di Enel Distribuzione, l'Italia ha posto le basi per lo sviluppo delle smart grids con largo anticipo rispetto agli altri Paesi Ue e non solo. Oltre a introdurre gli elementi essenziali per l'avvento della generazione distribuita, del consumatore-produttore e dell'integrazione delle rinnovabili in rete, il contatore elettronico ha da subito portato vantaggi per gli utenti riducendo di oltre un terzo la cosiddetta indisponibilità di rete -  nel 2000 si attestava a 128 minuti, che nel 2010 erano già scesi a 40 - e dimezzando gli oneri economici di trasmissione e distribuzione.